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Ammettiamolo , uno delle cose più fastidiose che esistano sono gli spot pubblicitari: sono fastidiosi come il morso di zanzara sul pollice del piede, come la vicina pettegola, come la pasta liscia, come la puzza di sudore che proviene dal passeggero seduto accanto a te sull’autobus,come il corteggiatore sgradito, come le meduse che infestano il mare in una giornata in cui il mare è piatto e ci sono 45 gradi; insomma ho reso l’idea! Magari stai guardando un film che al cinema durerebbe 3 e ore mezza, ed ogni quarto d’ora ti interrompono per farti sapere che hanno trovato un nome nuovo per venderti l’omeoprazolo per l’acidità di stomaco; l’ibuprofene per il mal di testa, il mal di denti, i dolori mestruali etc;e  poi c’è l’antipiretico, il colluttorio ,la pasticca per la gola, l’anticoncenzionale, e ovviamente le donne felici di indossare l’ultimo assorbente d’avanguardia, che poi sempre cellulosa rimane! I peggiori spot in assoluto sono i trailer delle fiction che trasmetteranno sei mesi dopo, di cui alla fine non solo intuisci la trama, ma anche quella del sequel, perchè lo sai che faranno un sequel solo per far lavorare Gabriel Garko, Manuela Arcuri, Sabrina Ferilli ,per nominarne alcuni.

Poi ci sono i miei spot preferiti,quelli dei profumi!Quelli sono trenta secondi spesi bene!Certo però anche questi spot qualche perplessità la suscitano. Per esempio, la pubblicità di Dior in cui c’è Jude Law che risponde ad una donna che gli domanda come lo riconoscerà! Ma egregi ideatori di questo spot, ma se io per strada vedo uno come Jude avrei bisogno del profumo per notarlo? A parte questo, come dimenticare lo spot di Mr costumino bianco sperduto con una ragazza in una barca in mezzo ad un mare blu, con sottofondo “Parlami d’amore Mariù? O come non rimanere incantati dalla bellezza e dalla grazia di Charlize Theron? Tutto sommato se stai guardando i Cesaroni questi spot possono essere una botta di vita! In particolare mi è rimasto uno spot in mente in cui Matthew McConaughey rientrando nel suo appartamento si leva la camicia e si butta sul divano facendo infine un sorrisino della serie “Lascia stare l’arrosto e vieni qui” ; bè vorrei conoscere almeno una signora che mi dica che il marito al rientro da lavoro si butta sul divano con cotanta grazia. Ovviamente ce n’è anche per i maschietti che quando sentono “Be italian” pensano allo spot di intimissimi, ignorando tristemente che il brano che evoca loro sì sublimi ricordi,  è tratto dal musical Nine, remake di 8 e mezzo, capolavoro del Maestro Federico(Fellini,ovviamente).

Infine ci sono certi spot che ti sollevano delle domande: che so, l’orso che parla al telefono e pubblicizza una compagnia telefonica,PERCHè? Ma soprattutto da quando la Mulino Bianco ha deciso di far parlare Antonio Banderas con la gallina Rosita, non mi do pace,mi chiedo perché, mi chiedo come ridurre un uomo come Antonio, il mitico Zorro o il passionale Pedro de La casa degli spiriti (film che purtroppo ha ucciso la meravigliosa trama del libro), a parlare con una gallina? Ecco ogni volta che vedo quello spot sento una fitta al cuore, inquietudine mista a tristezza, e penso: lo scopo degli spot è presentare un prodotto e accattivare il consumatore fino a portarlo a comprare; immagino pertanto che ci sia del lavoro dietro e presumibilmente gente laureata o comunque qualificata. MA SIETE SERI?  Ai posteri l’ardua sentenza.

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