L’intellettuale e il potere

Standard

Si vocifera da giorni che il neo-eletto presidente della regione Sicilia, Crocetta, voglia reclutare nella sua giunta Franco Battiato e il prof  Zichichi, sicuramente la notizia non è nuova. Inizialmente mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo, voglio dire siamo abituati a sentire dall’informazione che le sedi del potere sono piene di politici corrotti e con precedenti penali, vuoi mettere quindi la novità di vedere due personalità di spicco come queste? Smorzato l’entusiasmo si è fatto spazio in me il dubbio che si cominci poi a sviluppare una sorta di caccia al vip per avere una giunta blasonata. Cosi ho cominciato a riflettere sul significato di personaggi della cultura nella politica e sul ruolo dell’intellettuale in società, soprattutto in periodi come questi, il rapporto tra intellettuale e potere infatti è stato un tema che mi ha sempre interessato, tanto che fu argomento di tesina alle superiori, anni fa:P.

Tacito, autore latino, nella sua opera l’Agricola, con il pretesto di elogiare l’operato del suocero Giulio Agricola, definisce il giusto comportamento che deve avere l’intellettuale, che deve esulare da deforme obsequim e abrupto contumacia ovvero l’intellettuale non deve cadere nel vile servilismo nè nella ribellione. La storia infatti è stata costellata di intellettuali che erano strumenti del potere, basti pensare a Callimaco alla corte dei Tolomei o a Virgilio, che con l’Eneide celebra le divine origini di Ottaviano Augusto. Ma gli intellettuali con la loro cultura e il loro acume sono stati anche attenti osservatori e promotori di cambiamenti, basti pensare alla classe intellettuale borghese che in Francia fu una componente importante, insieme al malcontento popolare, della Rivoluzione francese e gli esempi potrebbero continuare.

Personalità come Battiato sarebbero sicuramente una ricchezza e darebbero un grande contributo alla Regione e su questo non ci piove , e nessuno potrebbe avere da ridire dato che oltre un’autore eccellente è anche un uomo di cultura. Tuttavia io credo che il ruolo a cui la classe intellettuale debba attenersi sia quella di promotori di cultura, di sollevare domande scomode alla società civile , qualora questa non ci arrivasse da sola; laddove possibile deve essere l’intellettuale a svegliarci se dovessimo assopirci. L’intellettuale dovrebbe essere a servizio della società, della cultura e non cadere nel servilismo proprio come ha detto Tacito, rischiando di diventare un intellettuale di regime pronto a difendere anche l’indifendibile di un governo, e purtroppo di questi tempi in Italia ne abbiamo avuto esempi illustri,anche nel mondo della stampa. Insomma, secondo me è meglio preservare le menti pensanti dalle logiche di palazzo e lasciare la politica ai politici, con l’auspicio che non siano sempre i soliti  ma che si formi una nuova classe dirigente onesta e competente.

L’intellettuale è come il bambino della favola, che svela all’imperatore la sua nudità (Alberto Moravia)

immagine dal web

immagine dal web

Annunci

»

  1. Concordo in pieno, con te e Tacito : ) In questo paese mancano proprio gli intellettuali, e con intellettuale non intendo un artista oppure un cantautore che personalmente ritengo comunque un grande come Battiato, piuttosto persone come Pasolini, mancano a quest’Italia. Quella di Battiato è chiaramente un’operazione pubblicitaria, ci hai visto giusto tu…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...