La sera del dì di festa

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Sono tornata da questa lunga giornata di festa: sono sopravvissuta alle tredici portate del cenone, al cotechino, ai botti, ho poche ore di sonno, al pranzo del Primo dell’anno:D, ma mi sono divertita, e tanto, avevo davvero bisogno di spensieratezza, giochi e risate. Non ho fatto niente di speciale rispetto agli altri anni, le solite tradizioni sono state rispettate, pranzo della zia, con annessa zita pesante del cugino; riepilogo delle puntate precedenti,  e poi pomeriggio con gli zii paterni e le cugine. Quattro piccole donne ormai cresciute che ancora giocano, ridono, progettano nonostante la vita non sia più come quando eravamo bambine. Ci vuole poco per fare festa, ci vuole solo chi si ama,la voglia di stare bene insieme, la gioia dell’incontro. Ma quando le feste passano mi sento malinconica come Leopardi ne La sera del dì di festa che descriveva l’amara sensazione che si prova quando un evento tanto atteso, una festa  finisce ;la gioia e l’eccitazione si accumulano nell’attesa per poi consumarsi velocemente, come i fuochi d’artificio. Alla fine della festa, rientrata a casa ritrovi le stesse cose che ti fanno stare male, anche se mio fratello il Bruno ha detto che devo essere felice di aver lasciato al 2012 persone e cose che mi hanno fatto soffrire, e deve farmi stare bene il fatto che ho un nuovo anno da vivere, e l’inizio è sempre potenza, potenza di vivere nuovi giorni felici, nuovi giorni produttivi, nuovi progetti( e ne ho uno in cantina*_*), prendersi il bello che quest’anno potrà dare senza più zavorre ma con le persone che sono state sempre vicino a te e che ti amano per come sei, questo è un pensiero ottimista.Ho ricevuto auguri bellissimi, quelli della mia migliore amica che più di tutti sa quanto ho bisogno di serenità, quello della mia inarrestabile amica T. che mi ha detto che vivremo un altro anno insieme e che questo è già un dono; e quelli della mia amica P. che mi ha fatto l’augurio più grande, quello di godere della Pace del Signore. Queste persone non mi fanno rimpiangere quello che ho lasciato nel 2012, anzi mi fanno credere nel buono che puoi trovare nei cuori sinceri, privi di superbia. Rientrando a casa pensavo che mi piacerebbe trasformare ogni giorno in una piccola festa anche se non ho capito bene come si fa XD. Come nelle migliori tradizioni sto concludendo la giornata con una minuscolo fetta di pandoro, ebbene si, avevo ancora spazio nello stomaco, e sto guardando Il favoloso mondo di Amelie, non l’ho mai visto, non mi è capitato nè ho fatto sì che accadesse, forse perchè troppo osannato, non lo so, vedremo che impressioni mi susciterà, certo da quel che sto vedendo non mi sembra proprio il film ideale per combattere la sindrome della sera del dì di festaXD.

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  1. ciao.
    l’attesa… la vigilia… le forti aspettative… l’eccitazione.. e poi il momento che aspettavamo… e poi… e poi il vuoto…
    conosco bene queste dinamiche… tipiche di noi inguaribili sognatori…
    ti auguro serenità…
    prima, e dopo, le attese…

    😉

    r.

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