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Oggi è la giornata della Memoria ,la memoria delle vittime dell’olocausto. Potrei commemorare questo giorno con uno di quei link che girano su fb raffiguranti la foto di Auschwitz, che poi sono sempre gli stessi ogni anno; stanno diventando come gli addobbi di Natale, che metti da parte e poi ritiri fuori ogni anno e lo trovo molto triste. Potrei postare Se questo è un uomo o le immagini del film La Vita è bella. Potrei semplicemente dire che è stato un orrore, e lo è stato; è stato un orrore, un abominio, un crimine scellerato, un peccato contro Dio, ma soprattutto contro i propri fratelli. Si rimane impietriti davanti al ricordo dell’olocausto, io personalmente non saprei cosa dire, probabilmente direi delle ovvietà, ma ci sono in mezzo talmente tante vite innocenti che è meglio lasciare da parte ogni discorso retorico. Oggi voglio commemorare questa giornata attraverso le pagine di un mio vecchio diario dove racconto una giornata particolare. Frequentavo il quarto ginnasio, avevo 14 anni, e nella biblioteca del liceo si organizzò un incontro con Giorgio, un signore sopravvissuto all’olocausto. Ci raccontò quello che aveva vissuto, e oggi riportando quelle righe su questo blog voglio dare voce a lui e raccontare quello che mi fece provare:

Oggi siamo andati in biblioteca  per sentire il racconto del signor Lowoski (credo), di nome Giorgio che è sopravvissuto ad Auschwitz. Ci ha raccontato che è stato catturato all’età di 18 anni circa, ha subito diversi esperimenti a causa dei quali suo figlio è nato paralizzato, ma ora sta bene ed è laureato in psicologia. E’ stato 4 anni e 8 giorni ad Auschwitz . Ci ha raccontato diversi episodi e mi ha colpito quando i suoi amici avevano promesso di portare il loro Rosario ( di pane credo che fosse) in un santuario; i suoi amici morirono e lui non seppe se avevano mantenuto la promessa; fino a quando subito dopo essere stato liberato si recò al santuario dove ancora oggi si può vedere il Rosario. Non voglio certo raccontare ciò che accadeva lì, perchè non voglio imprimere in queste pagine gli orrori che purtroppo hanno fatto la storia. Ho ritenuto importante e emozionante questo incontro e neanche io so il perchè, ma questo signore mi ha commosso molto, soprattutto per la voglia di vita e di ottimismo che ha nonostante tutto. Io e L. lo volevamo salutare, ma dovevamo fare la sorpresa alla prof, e cosi avevamo rinunciato; io ero contenta  di  fare quella sorpresa ma mi mancava qualcosa allora siamo salite su e per un pelo lo abbiamo potuto salutare e dirgli che ci aveva insegnato cose importanti e che questo incontro non è stato solo per saltare 3 ore di lezione. Il signor Giorgio ci ha stretti la mano e ci ha abbracciate e ha detto “felicità a tutti, dovete essere felici“. Non dimenticherò mai queste parole e non si può capire la mia felicità nel parlargli, in realtà non l’ho neanche capita , ma spero che tutto quello che ho sentito oggi non lo dimenticherò mai.”

L’altro giorno ho ripensato a quella giornata e ho cercato il diario, mi sono commossa perchè ho rivissuto quella giornata , quelle emozioni e ho rivisto nei miei ricordi il volto sereno di Giorgio. Forse oggi so perchè quel  giorno ero cosi felice; perchè Giorgio ci insegnò che la vita deve vincere sempre e questo è un pensiero felice.

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    • Certo cara Tiziana:) infatti quello che Giorgio quel giorno ci ha testimoniato è che “dopo essere sopravvissuto” non si è negato alla vita, ma anzi, traboccava dai suoi occhi e dalle sue parole:)

  1. E’ che in una società dispari come la nostra, spesso si tende a pensare che basti la sopravvivenza. Così forte è questa indicazione che molti , anche tra noi, abbassano la testa.
    Ed è insopportabile che questo atteggiamento venga dagli adulti trasmesso a voi giovani

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