Bianca come il latte, rossa come il sangue

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bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue_coverNon è un capolavoro, ma non è neanche il film che avrebbe distrutto l’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia che mi aspettavo di vedere. E’ stata una trasposizione fresca, giovane, a tratti toccante, tutto sommato fedele ad un libro che ho parecchio apprezzato,un raro caso in cui il film non stravolge il libro, e nel parlare dell’uno e dell’altro non si riscontrano grandi differenze. Il protagonista è Leo , un liceale dai capelli ribelli che ricordano la sua natura leonina e ribelle, senza sogni, senza Dio, ha le idee chiarissime sulla vita: bianco è l’assenza,la negazione , rosso è la vita, il sangue,l’amore, la passione, i capelli di Beatrice. La vita di Leo viene totalmente stravolta da due incontri, quello con Beatrice a cui è legato da un amore platonico, e quello con il supplente di italiano, un giovane professore, il Sognatore, che interroga i suoi studenti, e in particolar modo Leo sui propri sogni, sulla propria esistenza, su come stanno affrontando la ricerca della loro identità e della loro esistenza. Ma Leo aveva il suo sogno, ed era Beatrice, proprio come per Dante, la  ragazza rappresenta per Leo un’ideale da  raggiungere, lo scopo delle sue giornate passate a cercare un modo per conoscerla, concedendo durante il film non pochi sorrisi. A questo punto è possibile delineare qualche differenza tra libro e film: per prima cosa io non ricordo che Beatrice fosse francese, probabilmente l’avranno resa tale dopo aver scelto l’attrice, bellissima certo, ma non credo che mancassero rosse in Italia;poi il ruolo del professore è in qualche modo assottigliato, infatti il Sognatore incide molto sulla crescita di Leo, per buona parte del libro il giovane protagonista, voce narrante del romanzo, rivolge molte delle sue riflessioni notturne al Sognatore, il quale lo spinge in continuazione a trovare un sogno suo che non sia solo Beatrice.  Accanto a Leo poi c’è l’amica di sempre Silvia. Silvia è il mio personaggio preferito, è un pò la Agnes di David Copperfiel di Dickens;è la compagna, è l’intimità, è la pace nella tempesta, è la complicità, è l’amore difficile da riconoscere. Quella che apparentemente sembra la vita di un normale adolescente alla ricerca di se stesso, in realtà viene poi stravolta dalla leucemia di Beatrice, e Leo viene messo di fronte alla morte, alla paura, al concetto di Dio. A questo proposito bisogna aggiungere che proprio perchè Beatrice per tutto il romanzo, anzi soprattutto nel romanzo, il film le concede molto più spazio, è un personaggio ideale, una musa da raggiungere, solo alla fine acquista uno spessore e una sua personalità, quando con una serenità sovrumana che le deriva dalla fede in Dio accetta di affrontare la malattia. Sicuramente ho apprezzato maggiormente il libro perchè ovviamente i tempi cinematografici non permettono di apprezzare la continua dicotomia tra bianco e rosso che scandisce l’esistenza del protagonista, la sua crescita personale, i suoi sentimenti e i suoi drammi, tuttavia come preannunciato sono poche le differenze tra film e romanzo e questo mi permette di parlare della storia più che altro. Sebbene apparentemente il libro sia un romanzo rivolto agli adolescenti, a cui veramente lo consiglio, è una storia che parla a tutti poichè l’amore, la rabbia, la paura, la ricerca di Dio e della propria identità, la morte in realtà sono tematiche che riguardano tutti, a qualsiasi età, e quello che questo romanzo fa , è dimostrare quanto gli adolescenti, queste fragili e stupende creature, in realtà siano farfalle con le ali più piccole, ma già farfalle, già adulti, con i sentimenti,anche difficili da gestire, degli adulti. D’ Avenia nel suo romanzo mostra un’adolescenza lontana dagli stereotipi, o dagli amori alla tre metri sopra il cielo, ma al contrario una gioventù pulita, bella, sincera, a volte più grande degli adulti stessi, pertanto poi diventa davvero difficile non commuoversi. Unico neo? Hanno cosi magistralmente inserito le canzoni dei Modà tra le scene più intense che ormai mi sono entrate in testa; tre canzoni famose hanno fatto, e le so tutte!

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