Cosa non si fa per un film di Tornatore

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la-migliore-offerta-esordio-fortunato-per-il--L-0CYQWFLa primavera è arrivata a Catania, finalmente, è già da qualche settimana che ormai godiamo delle temperature primaverili, pre estive, è il caso di dire, ma solo oggi quando dopo la lezione camminavo per le vie del centro raggiungendo la mia amica Giò, me ne sono resa conto appieno sentendo il calore del sole sul viso che mi dava gioia e libertà. Prima di questo con Lovely in pausa pranzo siamo andati sul lungo mare e oggi il mare aveva colori bellissimi, veniva proprio voglia di farsi un bagno, ed è stato un momento cosi rilassante che ho vissuto come una vera crudeltà dover poi andare a lezione.E’ stata davvero una giornata rilassante, fatta per la noiosa ora di lezione, una giornata che a sorpresa poi mi ha condotta al cinema. Eh si , perchè dopo il the con la mia amica, io e Lovely ci siamo recati a fare degli acquisti tecnologici in cui era richiesta la sua competenza, e per strada vediamo il manifesto del Cine Centrale di S.Giovanni La Punta,un paese della provincia di Catania, che aveva in programmazione La Migliore offerta di Giuseppe Tornatore. Il mio entusiasmo è stato incontenibile dato che con rammarico quando questo film era passato per i cinema del centro me lo ero perso,fortuna che esistono i cinema dei paesini:D:D:D. Decidiamo quindi di non andare all’ultimo spettacolo,lanciandoci in una divertentissima corsa contro il tempo; in meno di un’ora concludiamo gli acquisti, becchiamo un’interminabile fila alla cassa rapida , mangiamo qualcosina al volo mentre sfrecciamo in autostrada, siamo in orario quando giungiamo all’ingresso del paese, dove ci attende il traffico, e il tempo scorre; alla disperata ricerca di un parcheggio Lovely rivendica il posto che un cafone stava cercando di fregargli, e correndo come due bambini divertiti finalmente arriviamo in sala, increduli di avercela fatta,che il film è iniziato da un paio di minuti, in tempo quindi per entrare nell’atmosfera del film.

Ed è un’atmosfera inedita nella regia di Tornatore, quella de La Migliore offerta. Protagonista è Virgil Oldman, interpretato da un magnifico Geoffrey Rush. Oldman è un famoso esperto d’arte che somatizza la sua paura di legarsi sentimentalmente a qualcuno, con la fobia dei germi, cosa che lo porta ad evitare contatti fisici, o mediarli attraverso l’utilizzo di guanti e fazzoletti. L’unico contatto umano in effetti che Virgil sembra avere è quello con l’amico Billy, il quale durante le aste, tenute dallo stesso Oldman, gli procura prestigiosi quadri di volti femminili che Virgil custodisce gelosamente. L’esperto d’arte viene ingaggiato per l’inventario di una ricca villa, dopo la morte dei proprietari, a cui è sopravvissuta l’unica figlia ,Claire, una ragazza di ventisette anni che vuole fortemente che sia proprio il protagonista ad occuparsi dell’asta per mettere in vendita i beni di famiglia. Dopo svariati appuntamenti a cui Claire non si presenta, Virgil viene a sapere che la ragazza è affetta da agorafobia e che non esce di casa da 12 anni, e cosi Virgil cerca in tutti i modi di salvarla, ma allo stesso tempo di salvare lui stesso dalla sua incapacità di amare, fino ad intrecciare una relazione amorosa. In quest’impresa è aiutato da Robert un giovane tecnico che sembra appassionarsi alla vicenda professionale e personale di Virgil. A mano a mano che Oldman comincia ad innamorarsi e a scoprire la fiducia nell’altro, si spoglia anche fisicamente, levando i guanti, stringendo le mani degli altri, abbracciando gli altri e dando pure del tu a Robert e collaboratori, comincia ad abbassare la guardia, salvato dall’amore. Il film si interroga sull’arte come simulazione, rivelando sulla simulazione nella vita e nei sentimenti, e proprio come in tutti i film del regista,mosaici corali in cui anche il più piccolo personaggio contribuisce in maniera determinante a raccontare la storia, è una piccola nana che osserva da un bar l’evolversi delle vicenda, mostrando infine al protagonista la verità. Il film è sorprendente , soprattutto nel finale, assolutamente banale, ma che forse lascia qualche gap a livello narrativo. Il climax di buoni sentimenti, di salvezza, di fiducia ed amore che ci conduce alla conclusione del film , viene spezzato in maniera drammatica  per lasciare spazio all’amarezza della disillusione più atroce, quello dell’amore e dell’amicizia tradita. Ne è valsa la pena? Assolutamente si. Ah, dimenticavo, la colonna sonora è di Ennio Morricone, no va bè, giusto per dirlo.

Troppi tarli, muffe, ragnatele e pochi capolavori

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