Ci vediamo domani

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ci vediamo domaniDoveva essere il classico film italiano in cui prevalgono i buoni sentimenti, la famiglia e che doveva assicurare non poche risate; in realtà il film di Andrea Zaccariello, Ci vediamo domani, che vede protagonisti Enrico Brignano e  Francesca Inaudi, è risultato lento, poco divertente, approssimativo, anche se la partenza è stata buona. Io non amo molto le  commedie, in particolar modo quelle italiane, è triste pensare che l’Italia sia un Paese che ha davvero dimenticato come si ride e la commedia italiana, la vera commedia italiana, quella dove recitavano Alberto Sordi tanto per fare un nome, brillante, amara,incalzante, genuina, elegante, non esiste più. Alcune puntano sulla volgarità,altre invece cercano di veicolare tramite un registro leggero messaggi morali o politici,richiamando in qualche modo una funzione stessa della commedia, ma risultano retoriche, come in questo caso. Tuttavia sono andata stasera al cinema con la mia amica Tizi da cui è partita l’iniziativa, lo so che con lei si guardano solo commedie:); dipende da cosa si cerca, lei per esempio ama andare al cinema per ridere e rilassarsi, io il più delle volte per evadere, sognare, emozionarmi, e questo molte volte si concretizza in film non molto leggeri. Veniamo al dunque: Marcellino (Brignano) dopo aver lasciato un posto in banca( da linciaggio di questi tempi) tenta di realizzare il suo sogno di aprire un ristorante, sobbarcandosi di debiti e rovinando il matrimonio e il rapporto con la figlia. Affidandosi ad un agente( Tognazzi) che lo riduce praticamente sul lastrico, Marcellino decide di tentare la fortuna aprendosi le pompe funebri in un paesino sperduto abitato da soli anziani; lo sfortunato protagonista però non sa di essere capitato nel paese più longevo d’Italia,e questa è una circostanza che offre lo spunto per qualche scenetta divertente che, a voler essere generosi , strappa qualche sorriso. Successivamente però il film lascia spazio, come detto in precedenza ai buoni sentimenti, Marcellino si ambienta e si lega agli anziani abitanti del posto, si assiste a piagnistei alla Lino Banfi in un medico in famiglia, discorsi retorici sui sogni e sull’impossibilità dei giovani di poterli realizzare data la triste situazione italiana. Il film si arena, non avendo altra possibilità di svolta nella storia del protagonista, se non qualche funerale o la vincita alla lotteria; cosi si arriva alla conclusione del film in maniera disordinata, superficiale e poco convincente. La stessa fine infatti,che prospetta verso un lieto fine, non trova nessi con quanto assistito durante la proiezione, rivelando quindi diversi gap narrativi. Nonostante ciò mi sento di accogliere e riportare l’invito del film, cioè quello di diventare immortali semplicemente andando a dormire pensando di vivere il giorno seguente, e quello seguente ancora, e cosi via, dicendo sempre a chi incontriamo sul nostro cammino: “ci vediamo domani!”

Notte:)

 

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