Infinita

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infinitoNon sono molte le cose studiate al liceo che ho amato, come si fa a 18 anni a comprendere la bellezza della Divina Commedia senza maledire le terzine dantesche e tutte quelle allitterazioni e altre figure retoriche, o apprezzare la raffinatezza del pensiero di Hegel?Gli argomenti che ricordo con più affetto del liceo sono la regola di Kramer che mi permetteva di risolvere  le disequazioni senza troppe difficoltà e il periodo letterario dello Sturm und Drang, il pre-romanticismo per intenderci. Non so se in qualche altro post ho accennato a questa mia particolare predilezione, potrebbe succedere dato che sento questo movimento molto affine a me, e per anni ho difeso e distinto il vero Romanticismo da quello che comunemente viene inteso. Io sono una romantica, e penso lo siamo tutti,tutti gli uomini; magari la vita ha reso qualcuno  di noi un’esistenzialista, un nichilista,un verista che con disincanto interpreta la realtà e il mondo,un pessimista,ma tutti nasciamo con il candore romantico di chi disperatamente cerca l’amore, lo rincorre, lo vuole possedere. Il candore di chi di fronte ad un mare in tempesta,un fulmine,un vulcano in eruzione rimane terrorizzato ed estasiato, attratto ed impaurito di fronte ad una natura che ci sovrasta , di cui forse puoi studiare le leggi, stupirti della sua perfezione ma restarne sempre estraneo. Tutti nasciamo romantici che di fronte ad un cielo stellato ci sentiamo piccoli, tutti di fronte alla morte ci sentiamo indifesi, tutti di fronte al cielo azzurro, e al sole e alla luna abbiamo pensato all’Infinito. Per alcuni è Dio, per altri il fato, ma ogni uomo si è sentito in balia di questo infinito, e abbiamo inventato nei secoli macchine, aerei, abbiamo cercato di dominare questa Natura la cui potenza è infinita e che benigna, altro che matrigna come diceva Leopardi, ci tollera,deridendoci,poveri noi che la vogliamo dominare! Abbiamo inventato i farmaci, per guadagnare giorni in più e credere di essere infiniti, e quando la vita ogni giorno ci insegna il contrario, a volte anche in maniera drammatica , decidiamo che l’Infinito non esiste e che tutto finirà qui. Ma poi, al di là di ogni credo religioso, l’Infinito entra nel buio della tua stanza,poco prima di prendere sonno e ti stravolge tramite le note immortali di Beethoveen. Io non so se fosse credente, se credesse nell’eternità ma queste note contemplano l’infinito, sono intrise di infinità e generosamente te lo donano,rivestendoti di lacrime e infinito, gioia e infinito, e tu non puoi fare altro che restare li ferma, come un pre-romantico a contemplare, abbandonata,estasiata,terrorizzata,attratta,grata,viva e infinita,per un momento, infinita.

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  1. Bellissimo post 🙂
    Sai ci sono in effetti tante cose studiate a scuola che oggi vado a rivedere o a ricercare per il puro piacere di farlo e mi stupisco perchè magari le maledicevo quando dovevo studiarle per forza! Così vado sui libri di filosofia o di letteratura inglese… Il romanticismo è speciale perchè proprio come dici tu c’è nel cuore degli uomini, forse è coperto, calpestato, nascosto ma tutte quelle belle immagini che hai citato tu sono certamente state presenti, anche se per poco, in ognuno di noi… stupendo anche il brano ^^

  2. Ciao, il tuo post è veramente interessante, e i concetti che esprimi ti obbligano in qualche modo a riflettere, a tornare un po’ indietro nel tempo.
    Io purtroppo il Liceo non l’ho neanche sfiorato, e dico purtroppo perché oggi vorrei avere la possibilità di rivivere quel periodo della mia vita durante il quale mi sarebbe toccato di frequentarlo, e certamente lo farei. Diciamo che è una cosa di cui sento la mancanza a livello di periodo non vissuto, e quindi lo percepisco un po’ come un buco nero nella mia vita.
    Tutte le magnifiche cose di cui parli, i magnifici testi che hai menzionato, me li sono dovuti andare a rincorrere da grande, visto che poi ho sentito come la necessità di conoscerli. Però rimpiango la magia della scuola, della condivisione con i propri compagni, e quel romanticismo di cui parlavi tu che si trova anche tra i banchi di scuola.
    Bel post, veramente, mi ha fatto pensare!!
    Ciao. Giacomo.

    • L’esperienza della scuola è formativa,sia dal piano culturale che educativo,ti insegna a condividere il lavoro con i tuoi compagni,ti responsabilizza, ti prepara all’università,se decidi di proseguire. L’esperienza che hai condiviso ,e ti ringrazio per averlo fatto, è molto importante, perchè fa riflettere sul fatto che che la vera sete di conoscenza e di cultura la puoi soddisfare comunque e deve essere una spinta che parte da dentro di te,e guai se si fermasse con la fine degli studi:) buona giornata:)

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