Caronte

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“Chi prova sole non lo lascia piùùùù”, tranquilli amici il caldo infernale di oggi non mi ha dato alla testa,riflettevo solo su come certi gingle,anche stupidi, rimangono poi nella nostra mente;l’associazione di idee non è delle più sopraffine, voglio dire, con il caldo di oggi, sarebbe impossibile dimenticarsi dell’esistenza del sole, è li che ti picchia sulla testa,sembra quasi fondere la lamiera dell’auto. Anche quest’anno è tornato Caronte a farci compagnia e tra qualche anno questo nome non ricorderà più il traghettatore delle anime, e al posto di dire “c’è caldo!” diremo “c’è un Caronte oggi, quanti gradi saranno?”Che poi credo non le fa traghettare neanche bene, dato che alcune “anime” sono tornate dall’oltretomba,nulla di soprannaturale comunque.Ad ogni modo oggi sono stata ancora qui , a Catania, ho avuto un colloquio a cui tengo tantissimo e per cui incrocio le dita, e la registrazione dell’esame dato qualche giorno fa; lo so che non lo avete dimenticato, e come avreste potuto, mi sono portata la testa! Oggi per arrivare in facoltà ho fatto un giro diverso, sono passata da Cibali,zona storica e popolare di Catania, e forse perchè erano solo le 8 del mattino, ma ho trovato affascinante vedere la città svegliarsi, i negozianti aprire i negozi,scambiarsi le prime notizie e opinioni. Ad ogni modo oggi l’atmosfera era davvero spettrale, a parte il caldo, in facoltà  non c’era nessuno, davvero pochi disperati, gli ultimi ,a fare esami e tenetevi forte, un venditore ambulante, un piccolo chiosco davanti all’ingresso della cittadella universitaria che vendeva beni di prima necessità per uno studente,quaderni, penne, articoli di cartoleria vari; è proprio vero che la crisi aguzza l’ingegno, in tanti anni di scuola e università non avevo mai visto una cosa del  genere!Alla fine la materia l’ho registrato, con un gentile professore che porgendomi il compito mi diceva” mentre lei riguarda il suo compito io inizio a registrare?” e io nella mia testa” scriva,scriva…”. Ad ogni modo, mercoledi si parte, direzione mare, quindi amici, vi sto salutando, ma solo per qualche giorno, sarò già qui per il fine settimana, in tempo per i festeggiamenti del patrono di Misterbianco. Il primo tuffo è quello più atteso, e per me ha avuto quasi un significato mistico, come un abluzione sacra in cui lasciare il vecchio di te e cosi nel primo tuffo,tanto tanto desiderato, voglio lasciare un pò di stanchezza, le delusioni e la pesantezza della prima parte di quest’anno, anche se non posso davvero lamentarmi,in questo momento, non me lo voglio chiamare, ma mi sento serena; anche se ,sapete cosa ho imparato? Quando si abbassa la guardia, quando tiri quel sospiro di sollievo che arriva sempre qualcuno o qualcosa pronti a turbarti,dico io.Ma non ci riusciranno giusto?:D  Insomma, ci salutiamo, ora che c’è un pò di calma, e ci risentiamo tra pochissimo,spero di avere più tempo per leggervi tutti, questa prima settimana di libertà l’ho vissuta in auto tra Misterbianco e CataniaXD. Vi lascio una canzone(che romanticismo), non perchè sia la più adatta, ma perchè l’ho beccata due volte in radio oggi, ci sarà un perchè: è l’unica canzone degli Staio che conosco,ammetto l’ignoranza,ha quel nostalgico retrogusto anni 80 con i sintetizzatori e le tastiere,ma ha davvero il suo fascino dopo tutti questi anni! Baci:)

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