Tempo di crescita, responsabilità e grazia

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imagesHo letto un articolo che mi ha riportato un pò indietro nel tempo, parlava di fidanzamento. I miei nonni mi raccontavano di quando erano fidanzati; il ragazzo andava a “spiegarsi”, a chiedere di fidanzarsi ai genitori della fanciulla; seguivano i pranzi con fratelli,zii,cugini,nonni, bisnonni, le passeggiate mai soli, ma sempre accompagnati dal fratello,dalla sorella , dalla zia,non sia mai dovesse scappare un bacio! Come sono cambiati i tempi, oggi il termine fidanzamento è obsoleto, viviamo relazioni che abbiamo paura di definire, e ci siamo inventati mille modi per chiamare la parola che poi ci sta a fianco : ” ragazzo, ragazza, trombamico” ; anche se quello che odio di più è partner, è troppo freddo, allora perchè non socio? In fondo per alcuni le relazioni sono solo un mezzo per essere felici, per colmare le proprie solitudini, per specchiarsi e piacersi tramite l’altro,sottolineo per alcuni,perchè per fortuna ancora ci sono ancora persone capaci di amare oltre se stessi,mettendo da parte il proprio egoismo. Non ho una grande esperienza in materia, sto con Lovely da quasi tre anni, e non vanto certo un curriculum di precedenti  relazioni,e allo stesso tempo non sono una psicologa che può analizzare le dinamiche della coppia, solo che ho letto due articoli diversi,mentre scrivevo me n è venuto in mente un altro,il primo che adesso vi posterò, che in pieno descrive quello che per me è il fidanzamento,o meglio quello  che è per me l’amore all’interno di una coppia, quello che mi aspetto da questo rapporto e come penso dovrebbe essere vissuto; e il secondo articolo che invece parlava della nuova tendenza di cercare all’interno della propria città single come tramite delle applicazioni, che forse il modo migliore per rappresentare quel modo di vivere una relazione d’amore come mezzo di appagamento; io so che in quel supermercato ho l’opportunità di trovare dieci balsami diversi e me lo vado a scegliere. Se all’inizio, film come C’è posta per te, poteva far sognare l’idea che il destino,tramite un mezzo, internet, potesse fare incontrare due anime gemelle, a questo punto la ricerca diventa fredda e mirata. Siccome non sono brava con le parole,con le mie, e non voglio annoiarvi perchè secondo me è l’articolo che merita la vostra attenzione , io lo posto direttamente e concludo:)

Il fidanzamento è tempo di crescita, di responsabilità e di grazia. Di crescita perchè è il tempo nel quale si matura nella capacità di vivere insieme; si costruisce la coppia; ci si allena alle fatiche, anche psicologiche, della vita a due; si precisano, si condividono e si consolidano le convinzioni in grado di reggere la convivenza di tutta una vita; ci si affina nella conoscenza di sè, delle proprie doti e dei propri difetti e nell’arte difficile del volersi bene e del comprendersi, superando le chiusure, passioni, egocentrismo. E’ tempo di responsabilità per verificare la propria scelta di vita. Responsabilità che si esprime nel dare stabilità alla relazione,anche sperimentando che il rapporto è nuovo e diverso: non è più soltanto una generica amcizia, ma si indirizza verso l’esclusività e comporta impegni seri e nuovi anche se non ancora definitivi. La stessa responsabilità esige di esprimersi nutrendo e potenziando il fidanzamento con un amore casto , attraverso l’accettazione e la futura promozione di una sessualità propriamente umana. Infine il fidanzamento è tempo di grazia. Infatti trae forza dal battesimo e dalla stessa vocazione coniugale che attende di essere concretizzata: è un tempo di formazione caratterizzato  da una propria spiritualità;è un tempo di testimonianza e azione ecclesiale. Come tale, il fidanzamento è grazia: è un dono di Dio comunicato ai giovani interessati. Con questo dono essi sono resi capaci di maturare in un amore che partecipazione a quello di Cristo e che va sempre più acquisendo la sua misura , come pure sono sorretti e guidati verso questo stesso ideale di amore. Nello stesso tempo , il fidanzamento è occasione per vivere e crescere nella grazia: si presenta come momento privilegiato di crescita nella fede , di preghiera e di partecipazione alla vita liturgica della Chiesa, di esperienza vissuta della carità cristiana. ” (Credere, 8 settembre 2013)

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  1. troppe parole,forse anche inutili, se con il tuo ragazzo vivi bene, riuscite a capirvi anche senza parlare se riuscite a sorridere anche se l’altro non si presenta vestito da pagliaccio, se riuscite a non invadere le vostre vite sperando di cambiare l’altro, se lui ti manca anche se è nella stanza a fianco ,bè state sulla buona strada 😉

    • Beh questa che dici tu è la base da cui partire, se non stai bene con una persona non ci vai a prendere un caffè, figurati vivere una storia d’amore;). Partendo da li poi il percorso viene in parte descritto da questo stralcio di articolo secondo me, e lo trovo particolarmente interessante soprattutto oggi che i rapporti si “consumano” come bevande al bar e non si vivono come emozioni. Fatte sempre le dovute eccezioni;)

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