Tornare a giocare

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Togliete la connessione internet ad una blogger, o ad una che ci prova e gli togliete l’ossigeno! Ragazzi ottobre dopo la mancanza di ispirazione, il raffreddore, il ritorno all’uni si conclude con i problemi di connessione -____-. Dico io ,prendetevi il Breil, prendetevi quello che vi pare, ma non internet! Per fortuna per adesso l’emergenza sembrerebbe rientrata e cosi posso riprendere il mio diario, come qualcuno l’ha chiamato, perchè io le polemiche non le dimentico, da dove l’avevo lasciato e sono qui per raccontarvi la mia giornata di Tutti i santi, festa ormai tristemente eclissata da Halloween. Io non sono nazionalista,intendiamoci, secondo me è giusto importare costumi anche di altri Paesi , ma la bellezza di Halloween proprio non lo capisco, non so forse attira l’occulto, l’esoterismo che gira attorno,le atmosfere gotiche ,streghe,mannari, ma io sinceramente preferivo quando il 31 ottobre era solo la vigilia di Tutti i santi , quando si andava a dormire aspettando i regali del giorno dopo, la festa dai nonni, le rame di napoli, quando ancora la Commemorazione dei defunti non aveva molto senso, i “morti” erano persone lontane, i nonni dei genitori, volti che non avevi conosciuto,memorie che ti erano state tramandate come gesta di eroi antichi. Oggi la situazione è un pò diversa, cominci ad avere qualcuno a cui portare un fiore e a cui rivolgere una preghiera, rimangono i ricordi, una tavola in famiglia, e i biscotti. Io importerei dagli States la festa del ringraziamento per esempio, con tacchino compreso, anzi vorrei proprio cominciare a festeggiarla almeno nella mia famiglia,in fondo chi me lo vieta,tutti noi abbiamo qualche motivo per ringraziare, americani, italiani o giapponesi!

Giornata in famiglia dunque, ed infatti ne ho approfittato per giocare con i miei fratelli e con Lovely. Sono stata coinvolta a giocare una partita a calcio con la Play Station , ricordando i tempi in cui tentavamo con il Bruno a vincere i mondiali,litigavamo perchè io volevo giocare a Crash e lui a Metal Gear, e il piccolo Biondo invece voleva che noi giocassimo per lui a Toy Story o Hercules. Poi cresci e non hai più tempo; tempo per le barbie, tempo per i videogiochi, tempo per Topolino,e ti rendi conto che gli anni passano, hai 25 anni,  e sono più di dieci anni che hai lasciato Lara Croft a marcire sotto non so quale piramide! Che sensi di colpa:(. Scherzi a parte, giocare è liberatorio e fa bene e mi sono resa conto che non gioco da un pò. Non parlo solo di consolle o di bambole e palloni, ma di giocare, di quella capacità, che molto spesso mi ha aiutata, di trovare il modo di vivere determinati momenti con un occhio giocoso, non so se mi spiego, quel piccolo momento di relax e di spensieratezza fanciullesca,o quel che ne rimane, in mezzo ad una giornata di impegni; un angolo di tempo dove nascondersi al mondo che ti reclama e ti vuole adulta. Un momento in cui esultare per un goal, dove lanciare una risata liberatoria, dove tornare bambina,ecco penso che poi tutto questo giro di parole possa essere riassunto da quest’ultima frase. Scusate il taglio forse troppo quotidiano e familiare che questo blog ha preso da qualche  tempo, ma a volte, le realtà prende il posto dei pensieri e delle emozioni, e rimangono solo tanti fatti da raccontare. Io comunque comincio a pensare al tacchino;)

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  1. Non smettere mai di giocare…..perderesti una parte bellissima di te che devi sempre conservare. Buona serata…..sai che è bella l’idea del ringraziamento…..noi importiamo solo le stupidate!

  2. hai ragione a 25 anni non si può smettere di giocare,pensa che neppure io ho smesso a quasi 58 anni ,sai mi fa stare bene (vedi che con lara e con i lottatori anche io ho giocato ,quanto mi gasavo quando riuscivo a saltare con Lara senza farla sfracellare 😉 )
    Il blog è tuo gestiscilo come meglio credi, è un diario ,è un continuo raccontare ,se non piace non si legge non credi,non mangiare tanti dolcetti siciliani ( ecco io ti invidio ora).
    Un abbraccio MT

  3. Mi hai portato indietro nel tempo … ed adesso ho voglia di giocare anch’io, però sono in ufficio con tanti babbioni, non capirebbero! Io avevo un gioco sulla play – un ciclista con una bicicletta da corsa – che mi divertivo come una matta a farlo sfracellare contro muretti, cabine telefoniche e panchine… non è mai arrivato a destinazione! 🙂
    Meno male che c’è internet! Parole sante 😉
    Un abbraccio amica mia 😉

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