Il giovane favoloso

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on è certo la biografia sul romantico Foscolo o sul turbolento Baudelaire quello che Mario Martone decide di raccontare nel suo film. Affida invece agli occhioni e al talento di Elio Germano il difficile compito di interpretare Giacomo Leopardi, l’incubo di tutti gli studenti, e non solo per il suo corpus poetico ma perché innalzato come ammonizione per generazioni di secchioni. Io per prima al liceo non vedevo altro che una gobba e il pessimismo e solo da qualche anno ,crescendo, sono riuscita ad apprezzare di una mente troppo acuta che non trovando una spiegazione all’esistenza né nella religione né nelle momentanee gioie terrene, non aveva altro sbocco che l’amara disperazione.
Nella piccola Recanati il giovane conte Giacomo con i fratelli Carlo e Paolina trascorre le giornate nei soffocanti studi imposti dalla rigida educazione del padre,il conte Monaldo; non più tenera appare la madre ,rigida ,fredda,perennemente vestita a lutto. Provato da una salute cagionevole,condannato dai genitori alla vita ecclesiastica, Giacomo comincia a maturare il suo talento, riscuotendo l’attenzione di molti letterati del tempo,tra cui Pietro Giordani,con cui intraprende un’amicizia epistolare da cui Leopardi ricava forza e linfa per coltivare il suo talento. In effetti una delle scene più commoventi è proprio la visita di Giordani  a Recanati,quando Giacomo gli corre incontro, nonostante i limiti dati dalla sua costituzione e lo abbraccia teneramente come se stesse andando incontro ad un padre; questo mi ha fatto pensare su come ogni giovane, anche il più talentuoso come Leopardi, abbia bisogno di un adulto che creda in lui per trovare la sua strada e come spesso questo adulto non corrisponda purtroppo al genitore.
Gli anni passano e ritroviamo Giacomo Leopardi a Firenze con l’amico Ranieri; le sue opere sono ormai conosciute ,il suo nome riecheggia nei salotti letterari, dove spesso non è compreso a anzi sbeffeggiato e compatito; la sua salute è sempre più precaria,quasi ne limita l’autonomia,ma ha sempre al suo fianco il fidato amico che l’accudisve amorevolmente. Anche questo mi ha fatto riflettere,le donne non hanno amato il poeta,per il suo aspetto e il suo scarso charme, ma al contrario gli amici più intimi hanno amato e difeso il suo ingegno e la sua nobiltà.
Sicuramente è da apprezzare il coraggio di portare sullo schermo un personaggio cosi difficile; il film in molte parti risulta lento e dilatato, può risultare un po pesante,tuttavia l’ho trovato delicato,forse perché impreziosito  dai sublimi versi di Leopardi.

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  1. ottima recensione !!! …. posso dirte che non sopporto Leopardi ? quando mi capita di andare a Recanati, tutto mi parla di lui e non mi va…. pero’ e’ una mia fisima…. buona giornata…qui ora un bel momento di sole, dopo la pioggia stizzosa della notte….mette neve…magari !!! ciaoooo

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