Archivi categoria: Finestra sul mio mondo

Distributori automatici di racconti!

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Fonte: Il Libraio

E’ vero che non ci sentiamo da un po’,ma quando torno mi faccio sempre perdonare con qualche succosa notizia!

E’  nuova infatti l’iniziativa di installare alle fermate della metropolitana distributori automatici di racconti, cosi’ per ingannare l’attesa. Avete capito bene, non più distributori di merendine e caffè caldi (e diluiti), ma distributori automatici di racconti, erogati in base alla lunghezza del tragitto da percorrere.

L’iniziativa pilota parte da Grenoble,in Francia, grazie alla collaborazione della casa editrice  Short Edition e il sindaco di Grenoble e chissà che non possa arrivare e diffondersi anche in Italia, sarebbe davvero un modo originale per diffondere il gusto per la lettura e attendere più piacevolmente il nostro treno!

Baciii

 

 

Buon Natale

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Tantissimi auguri di buon Natale, amici vecchi e nuovi. Vi auguro di riscoprire la meraviglia, la stessa che i pastori ,ormai più di mille anni fa, trovarono nei loro cuori ,davanti ad un bambino in una mangiatoia. Vi auguro di scoprire la meraviglia di un Dio che si fa piccolo come un bambino,per venire incontro a noi! E lo fa ogni giorno, per entrare nei nostri cuori, rimpiccioliti dalle miserie dell’uomo, violentati dalle guerre,impoveriti dal consumismo, scoraggiati dalle cattiverie,avviliti dallo stress! In questo spazio angusto, nasce questo Bambino.
Che sia un Natale di pace,amore e meraviglia!

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Una volta avevo il blog..

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Una volta avevo un blog, e ci scrivevo pure parecchio…
Poi è arrivato il tirocinio, il laboratorio,gli esami della sessione estiva e per scrivere di tempo ne è rimasto davvero poco!
Tutto superato per fortuna, anche quest’anno sono sopravvissuta alla micidiale sessione estiva , sessione in cui oltre le numerose e classiche paranoie dello studente si aggiunge il caldo torrido, le zanzare,gli amici che partono per le vacanze e tu no,no tu sei a casa a studiare.
I sintomi dello studente sotto esame vengono amplificati e aggravati dal caldo; confrontandomi con i colleghi ho potuto notare che gli sbalzi di umore si fanno sempre più frequenti ; si comincia a dubitare di quello che si è studiato e se è quello che si è studiato si è capito, e se quello che si è capito , lo si è capito nel modo corretto. 
Poi finalmente però arriva il meritato riposo! Ne ho già approfittato per andare al mare, e fare shopping ma tra i miei progetti per questa breve estate c’è anche una nerdizzazione massiccia, che consiste in film,telefilm,libri, serie TV e anime a volontà, un po’ come la Champions e il rutto libero di Fantozzi.
E voi ? Come passerete questa caldissima estate? 😉

Hugo Cabret

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Tanto tempo fa ho conosciuto un ragazzo. Si chiamava Hugo Cabret, viveva in una stazione ferroviaria. Perché viveva in una stazione ferroviaria, forse vi chiederete? È proprio di questo che parla il mio libro. E anche di come questo singolare giovanotto cercò con tutte le sue forze di trovare un messaggio segreto di suo padre. E di come quel messaggio illuminò il suo cammino per tutta la vita. 

Chi meglio di Isabelle potrebbe descrivere il piccolo, cocciuto, dolce Hugo Cabret?  La storia è ambientata nella Parigi degli anni 20-30, dove un bambino lavora con il papà per aggiustare un automa capace di scrivere ,ritrovato in un museo. La vita, nonostante la morte della madre,scorre serena per Hugo fino a quando a seguito di un incendio perde anche il padre. A questo punto le sorti del protagonista si rovesciano,è costretto a lasciare la scuola,a lavorare in stazione con uno zio burbero e ubriacone. L’unico scopo della sua vita diventa quello di aggiustare il suo automa e per procurarsi i pezzi necessari si imbatte nel negozio di giocattoli della stazione di George Melias. Impossesatosi del taccuino di Hugo, Melias rimane molto turbato dagli appunti sull’automa,al punto da non resistuire il taccuino e mettere in difficoltà il piccolo Hugo , cje per fortuna trova in Isabelle,la figlia adottiva di Melias, una fedele amica.

Come ha dichiarato lo stesso regista,Martin Scorsese, in un genere diverso da quello a cui ci ha abituati, questo film è un omaggio al cinema, in modo particolare a George Melias  ,padre del cinema dopo i fratelli Lumière e cineasta d’avanguardia dei film di fantascienza. Il film è permeato dall’amore per il cinema,dalla magia in esso custodita,dai sogni raccontati,è ricco di immagini e sequenze di film d’epoca, e di scene colorate e fantasiose che trascinano lo spettatore in un mondo fiabesco.
Sicuramente molti di voi ne avranno sentito parlare o l’avranno già visto ma trovo sia sempre un buon consiglio da dare per chi ha voglia di sognare un po’.

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Randagi

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Non c’è giustizia per i randagi, non hanno nome,casa,non appartengono a nessuno,nessuno che si preoccupa di loro,nessuno che li difenda.
La mia mattina oggi è stata stravolta da un atto di disumana crudeltà da parte dell’uomo nei confronti degli animali,l’ennesimo atto del più forte sul più debole. Qualcuno infatti ha sparso del veleno per gatti nel quartiere e stamattina sotto casa mia ho trovato un gatto agonizzante, ridotto in una maniera che non vi descrivo ma che genererebbe in voi lacrime di compassione e rabbia, ancor più se vi dicessi che i passanti si fermavano a guardare ma non facevano nulla,nessuno lo raccoglieva dalla pozzanghera su cui si era adagiato, nessuno ha provato a salvarlo, a parte io e mia mamma che purtroppo però non siamo arrivate in tempo dal veterinario,il tempo di prendere le chiavi della macchina e il gatto non ce l’ha fatta. Quale essere vivente umano o animale merita una morte tanto atroce, dilaniato dagli spasmi da avvelenamento, ditemi voi quale? Io mi rispondo nessuno e non so contenere la mia indignazione. Su consiglio del veterinario abbiamo allertato la polizia municipale che ci hanno sonoramente prese in giro, eppure forse dimenticano che è il Comune,presumo la ASL a dover predisporre iniziative di disinfestazione ,e pertanto ogni iniziativa personale è illegale, ma non si riesce ad avere giustizia per le vittime di omicidio, di violenza, di stalking,di bullismo figuriamoci per un povero gatto randagio. La mia indignazione pertanto cresce al pensiero non solo dei mostri che hanno destinato questa povera bestiola a una morte crudele, per l’incompetenza delle forze dell’ordine e per l’assenza anche qui delle istituzioni. Non mi intendo di diritto ma presumo che spetti al Comune mantenere l’ordine in città, premesso che non trovo i gatti dei randagi particolarmente molestias ,diversamente dai cani,e personalmente mi sono ritrovata la sera sola ad essere inseguita da branchi di cani randagi e non è piacevole, non sarebbe opportuno  questo punto per la sicurezza degli animali ed anche dei cittadini creare dei canili,gattili per loro? La risposta è no,qui non ce ne sono ,permettiamo invece che vengano uccisi barbaramente.
Non riesco a rassegnarmi,io sogno ancora un mondo in cui ogni essere vivente dal più piccolo animale al bambino, al profugo, all’anziano ,al malato non venga privato della sia dignità, della sua vita e tutta questa cattiveria, le prevaricazioni sui più deboli,le guerre a volte mi lasciano un senso di inadeguatezza a questo mondo che mi disturba.

È di nuovo Natale

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Eccoci anche quest anno agli auguri di Natale! Una delle cose che amo di più del Natale,scusate l’enorme banalità, è che ritorna ogni anno,e cosi se l’anno precedente non hai avuto il Natale che desideravi o che aspettavi,ne arriverà un altro più sereno. Viene Natale ogni anno per fermare anche i lavoratori più affaticati,le persone più ciniche o più egoiste,le persone più incredule o superficiali, il Natale ci ferma tutti davanti ad una grotta in una placida notte sotto una luminosa stella ad adorare un bambino. Di fronte a quel bambino le nostre esistenze si riempiono di perché e di risposte;un bambino che risveglia le coscienze ,co domanda dove stiamo andando e dove dovremmo andare,un bambino che non ci chiede nulla in cambio. Un bambino che ci invita a lasciare perdere le luci delle vetrine e dell’apparenza e seguire la cometa. Il Natale ci parla di pace e di perdono, ci casa si riempiono di amici,parenti, risate e auguri, ed è tutto molto bello,soprattutto quando ci sono bambini in casa che come pochi riescono a vivere il Natale. Tuttavia mi chiedo che senso abbia festeggiare il Natale se poi non sappiamo riconoscere nel bisognoso, nella persona sola,nel malato,nel senza tetto quel bambino nella grotta; che senso ha quel presepe se non ci interessa neanche sapere il nome di quel bambino e tendergli la mano.
Il mio augurio di Natale per voi è a questo proposito accompagnato da un consiglio letterario: ho da poco concluso la lettura di Ipotesi su Gesù, di Vittorio Messori, la cui prima edizione risale al 1976. In questo libro che consiglio in questi giorni di Natale per avvicinarci a Gesù ,il giornalista conduce un’indagine per testimoniare l’esistenza storica di Gesù e portando a sostegno della sua tesi prove strabilianti. Dall’altro lato,operando un confronto con le altre religioni riflette sull’unicità, sulla straordinarietà del Cristianesimo cogliendone la vera essenza. Prima ancora di una religione,con i suoi dogmi,precetti e organizzazioni ,è un incontro ,una relazione con il Risorto,difficile da spiegare con la ragione. L’unicità del Cristianesimo sta nel messaggio del Vangelo di perdono, misericordia,speranza e salvezza; non si parla di ricchezza, non si parla di successo, né di sottomissione al Dio,che è Padre! Gesù non si presenta come un condottiero,come un re o peggio come un ipocrita santone venuto ad insegnare e giudicare,ma anzi scende tra gli umili, tra i peccatori.  A Gesù non si può recriminare una divinità lontana e indifferente dalle miserie dell’uomo in quanto lui stesso si è fatto mettere in croce; e quest’enorme gesto d’amore inizia in una grotta a Betlemme. Rendere in poche righe l’affascinante inchiesta di Messori e ancor più la scandalosa meraviglia del Vangelo è impossibile, io vi auguro che questo Natale lo possiate scoprire da soli. Sereno Natale a tutti voi

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