Archivi categoria: Flusso di coscienza

pensieri in libertà

28 anni

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Non scrivo da un po’ ma sono stata impegnata a elaborare il trauma! 28 anni ,compiuti a maggio,sembravano solo una candelina in più sulla torta e invece….

28 anni è l’ anno in cui si rinnova la patente ( è già passato così tanto tempo)?

28 anni è l’ anno della cellulite e del metabolismo lento; un anno prima mangiavi la qualsiasi schifezza e te ne dimenticavi,ora a un cucchiaino di zucchero in più nel caffè te lo ricordi fino alla Pasqua del 2020.

28 anni è l’ anno dell’orologio biologico che più cattivo della sveglia delle sei del lunedi dopo le vacanze di Natale ti sguinzagli gli ormoni in giro facendoti diventare una cretina senza nessun altra ambizione nella vita che cambiare pannolini. 

28 anni è l’ anno della corsa: fissa la data,chiedi la tesi,fuori corso; accetta un lavoro ,qualsiasi,part-time,full time,freelance; stress ossidativo, radicali liberi,invecchiamento,respira. 

E la città si sveglia….

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Adoro vedersi svegliare la città, con le casalinghe ancora in pigiama che aprono le finestre, gli adolescenti imbronciati che camminando verso scuola sorridono alla vista dei compagni , con i loro capelli e i loro pensieri attorcigliati, e non sanno quanto sono belli. I bambini con gli zaini più grandi di loro, i cagnolini che passeggiano con i padroni e gli studenti universitari e i loro indispensabili caffè. Mi piace vedere il sole tenue del mattino poggiarsi sui monumenti del centro storico, le saracinesche dei negozi aprirsi e cigolare addormentate,gli antichi palazzi che mi restituiscono per qualche istante la Catania del Bell’Antonio. Siamo tutti guerrieri di passaggio, destini incrociati per qualche istante sull’asfalto, un caotico traffico chiamato vita.

C’è chi continua a resistere

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Oggi,Festa della Liberazione ,gli italiani sono soliti riversarsi in parchi, spiagge,memori della gioia vissuta dai nostri padri e nonni finalmente liberi dal nazifascismo,o forse solo per consuetudine .
È la festa dell’Italia libera,se lo è davvero, è la festa di chi ha creduto, ha combattuto, ha sperato, ha resistito. È memoria,ma è anche presente, perche ancora continuiamo a resistere: resistiamo con il cuore spezzato, con i sogni infranti, resistiamo stanchi di tante illusioni,promesse mancate,resistiamo sfiniti dai mille sacrifici, resistiamo ai disastri che provochiamo con la nostra cecità ed egoismo,resistiamo alla violenza, alla scelleratezza umana, resistiamo alla povertà, resistiamo davanti alle immagini di naufraghi morti nel Mediterraneo, resistiamo per non abituarci a questo perché significherebbe perdere la nostra umanità. Resistiamo davanti a chi ci priva del lavoro e della dignità, davanti a chi ci dice che tutto è inutile,che nulla cambierà. E quasi sempre resistiamo per amore, per amore della nostra famiglia,dei nostri figli,dei nostri amici. Resistiamo perché ce l’hanno insegnato i nostri nonni, ci hanno insegnato a stringere i denti, tirare la cinghia e cantare:
Una mattina mi son svegliato, o bella ciao o bella ciao o bella ciao ciao ciao….

La notte del perdono

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Ogni cristiano sa che è dalla notte di Pasqua che deriva la sua speranza e la sua salvezza. La Pasqua è la festa dell’amore e del perdono; dall’Amore di Dio arriva il perdono per tutti attraverso la Crocifissione,Morte e Resurrezione di Gesù. E viene da chiedere perchè? Chi te l’ha chiesto di morire? Chi te l’ha chiesto il perdono? Cosa c’entra il tuo massacro con noi?  Chi te l’ha chiesto di amarci?  Ma non credo si possa capire la logica di Dio, una logica d’amore, un amore cosi grande che farebbe di tutto per l’amato,ed è questo che ha fatto Gesù. Una volta domandai ad un sacerdote come interpretare la Genesi, l’origine del mondo secondo la Bibbia, cosi in disaccordo con le evidenze scientifiche e che spesso veniva usata come strumento di burla verso i cristiani.  Mi ha risposto che la Bibbia non spiegava il come avviene la creazione, ma il perchè, per un atto d’amore. E quindi mi sembra di poter dedurre che è lo stesso Amore che spinge Gesù alla morte e alla Resurrezione; poteva mai abbandonare le sue creature alla morte del corpo e dell’anima?E cosi il Dio senza corsie preferenziali,senza onori e vantaggi soffre fino alla morte, “e alla morte di croce”, per dare a noi,sue creature, la possibilità di redimerci e di vivere in eterno,questa è la speranza del cristiano. Ecco perchè penso che la Pasqua sia la festa del perdono.

Dicono che a Dio non piaccia ricordare i peccati commessi, una volta perdonati Lui non li ricorda più, e invece noi siamo qui, incapaci di perdonare, a covare rancori e a non riuscire noi stessi a perdonare i nostri errori, che forse è la cosa più dolorosa. Ma questa notte il dolore  lo dobbiamo lasciare alle spalle, dall’errore bisogna ripartire, e non abbandonarci alla disperazione del rancore o del rimorso, ma camminare alla luce di una nuova speranza, quella del perdono. E cosi come duemila anni fa deve riecheggiare l’annuncio ai cuori senza speranza che Cristo è risorto!

A tutti auguro una serena Pasqua!

Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali

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Come potete evincere dal titolo e come sicuramente saprete oggi ricorre la Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali, chiunque sano di mente sa cue a dignità di una persona non dipende dal colore dalla pelle, dal taglio degli occhi ,men che meno dalla religione.
Oggi però mi trovavo a piazza Teatro Massimo , una delle piazze più belle e importanti di Catania, dove lo splendido Teatro Massimo Bellini, il “gioiellino” come lo chiamo affettuosamente, e la piazza era popolata da extracomunitari,e io camminavo con gli occhi bassi e a passo veloce , come se avessi da temere qualcosa. Non mi nascondo e so di espormi al biasimo ma mi sono scoperta a guardarli con occhi diversi. Però mi spiego meglio o rischio di passare da razzista che non sono.  Erano in piazza, spacciavano, padroneggiavano nelle strade facendo sentire noi indesiderati, insultano le donne, uno di loro addirittura urinava in piena piazza ,incurante dell’ambiente e soprattutto dei passanti e che tra questi    vi potessero essere anche bambini. Vi prego di non fraintendermi, ho conosciuto persone straniere e di colore che sono diventate importanti per me, quindi il mio non è un discorso xenofobo e razzista,però ho pensato che l’integrazione è un processo difficile ed ambivalente, non dipende solo da chi ospita,che deve accogliere ma anche da chi vuole rifarsi una nuova vita in un altro Paese; so che molti vanno via da situazioni di  povertà e guerra e comprendo la loro sofferenza , la loro necessità di sopravvivere lontani dalla loro famiglia, dalle loro terre,ma come da parte nostra ci deve essere rispetto per le loro storie e vite,anche loro devono rispettare le nostre città , le nostre donne,solo cosi è possibile convivere. Per fortuna so che molti già lo fanno,ma tanto ancora c’è da fare da ambo le parti.

Lacrime d’impotenza

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Non c’è niente da fare, quando ci si addormenta piangendo ci si sveglia con le labbra che sanno di sale, gli occhi gonfi, e un gran mal di testa, cosi da essere riconoscibile come un appestato, “quella ha passato la notte piangendo”. Le lacrime più amare,ma forse anche le migliori dove si rivela in pieno la nostra umanità e compassione con il prossimo, sono quelle nate dall’incapacità di aiutare qualcuno che amiamo. E sono le più amare perché è qui che si sperimenta l’impotenza e noi sappiamo quanto sia frustrante per l’uomo sentirsi impotente; a che altro sarebbero serviti le medicine, i progressi della scienza se non a illudere l’uomo che tutto può, che tutto può controllare. Ma non è così,  giorno dopo giorno ne facciamo esperienza amaramente, siamo piccoli, infinitamente piccoli.

Digressione

Buongiorno amici e buona domenica, inizia un nuovo freddoso mese,speriamo l’ultimo,e ho già visto qualche amico blogger dagli il benvenuto. Spero che febbraio mi veda più presente su wordpress per aggiornarci,complice l’aria pungente e frizzantina delle prossime feste carnevalesche. Ma ditemi, vi sono un pò mancata?Sarà che questo freddo oltre alle dita ha anche intorpidito i miei neuroni che si sono addormentati aspettando tempi migliori XD. La verità è che tra il tirocinio e gli esami imminenti mi sembra di vivere intrappolata in un sistema di assi cartesiani, di cui sicuramente tutti avremo ancora qualche reminiscenza degli studi scolastici. E’ come se tutta la mia vita si risolvesse al momento in un asse y su cui scorre il mio tempo e un’asse x delle cose da fare, e tra questi una serie di punti vicini vicini che formano una disordinata retta. So che molti mi capiscono, perchè i tempi moderni ci costringono a questa vita bidimensionale,per cui però non siamo nati; c’è un asse infatti che spinge per superare le altre, se proprio vogliamo rimanere nella metafora del piano cartesiano, che è quella della nostra anima,che deve essere curata, nei modi più disparati; con la lettura, con la musica, con sane relazioni umane,con la preghiera, con il contatto con la natura, quando il maltempo ce lo consentirà.  E in questo periodo questa terza dimensione è talmente ridotta nella mia vita, che sono tesa come una corda di violino, e questo spiega anche la mia assenza. Come sempre , stringiamo i denti, fra un mese sarà primavera e per adesso godiamoci i colori dei coriandoli.

Assi cartesiani