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Il Gatto che aggiustava i cuori

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Ve ne volevo parlare da un po’ ma gli impegni di studio mi hanno tenuta lontana dallo schermo, tuttavia Il Gatto che aggiustava i cuori, il mio regalo di Natale preferito, merita qualche riga.

Il Gatto che aggiustava i cuori è il romanzo d’esordio della scrittrice inglese Rachel Wells ed ha avuto un successo editoriale pazzesco sia in Inghilterra che in Italia, grazie al passaparola e ai social. Solo a guardare la copertina vien voglia di comprarlo,ma siccome non siamo superficiali, vi racconto perchè secondo me dovreste leggerlo.

Alfie è un tenero gatto di casa che vive al caldo con la sua anziana padrona( ma noi attare ci facciamo chiamare mamma), ha cibo e coccole a volontà, insomma ,la vita che ogni gatto sogna. L’idillio viene spezzato quando l’anziana Margaret muore, costringendo la figlia ad affidare Alfie ad un gattile, gettandolo nella disperazione. In preda al panico il micetto scappa e comincia a vagabondare per le vie di Londra; del tutto impreparato alla vita di strada, diventa preda della fame, della pioggia, della paura, dei cani randagi e di bande di gatti. Ci siete ancora? No, non è un cartone Disney. Alfie decide che questa vita non fa per lui ed è determinato a trovare una nuova casa; la vita però gli ha insegnato che una sola famiglia non è sufficiente ad assicurargli la stabilità di cui ha bisogno, cosi lo scopo del nostro eroe diventa quello di farsi adottare da ben 4 famiglie: Claire, la giovane donna reduce da un matrimonio fallito; Jonathan; Francesca,l’energica mamma emigrata dalla Polonia in Inghilterra insieme al marito e ai figli; Polly, una neomamma vittima di depressione post-partum. E qui arriva il bello,perchè nel tentativo di farsi adottare Alfie ricomporrà i puzzle delle vite dei suoi amici umani.

Perchè leggerlo? Perchè è una storia leggera, piena di dolcezza e tenerezza, che oltre ad aggiustarli i cuori li riscalda. Perchè è una storia divertente,soprattutto quando si seguono le stressante giornate di Alfie nel tentativo di dividersi tra le sue quattro famiglie e i loro guai; infine è una storia indubbiamente fantasiosa, avendo per narratore e protagonista un gatto, ma che descrive come nella realtà i nostri amici pelosi ci conoscano e riescano a starci accanto nei momenti difficili, grazie alla loro empatia. Speriamo che leggendo questo piacevole romanzo tutti possiamo sempre piu’ imparare a rispettare tutti gli essere viventi e ad aprire le porte a qualche pelosetto.

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Distributori automatici di racconti!

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Fonte: Il Libraio

E’ vero che non ci sentiamo da un po’,ma quando torno mi faccio sempre perdonare con qualche succosa notizia!

E’  nuova infatti l’iniziativa di installare alle fermate della metropolitana distributori automatici di racconti, cosi’ per ingannare l’attesa. Avete capito bene, non più distributori di merendine e caffè caldi (e diluiti), ma distributori automatici di racconti, erogati in base alla lunghezza del tragitto da percorrere.

L’iniziativa pilota parte da Grenoble,in Francia, grazie alla collaborazione della casa editrice  Short Edition e il sindaco di Grenoble e chissà che non possa arrivare e diffondersi anche in Italia, sarebbe davvero un modo originale per diffondere il gusto per la lettura e attendere più piacevolmente il nostro treno!

Baciii

 

 

Suite francese

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La pioggia scende pesante in queste ore nel catanese,provocando anche non pochi danni. Le strade sono dei fiumi, circolare con le auto è impossibile,la protezione civile ha proclamato una doppia allerta rossa , ma stiamo tutti bene, nelle nostre case ,dopo il pranzo della domenica.
Non c è nient altro da fare quindi che concludere l’ ultimo libro in lettura, Suite Francese; un libro divenuto sicuramente più popolare per l’omonimo film del 2014.
L’opera,rimasta incompiuta,è costituita due racconti, Tempesta di giugno e Dolce; parlano entrambi di guerra,però da due prospettive diverse.  L’autrice,Irene Nemirovsky, che la guerra la conosceva bene, decide di focalizzare lo sguardo del lettore sull’occupazione tedesca in Francia durante la Seconda guerra mondiale, affrontando nel primo racconto la fuga forsennata dei parigini dalla Ville Lumière,e nel secondo racconto le vicissitudini di un piccolo borgo occupato.
Entrambi i racconti non sono privi di emozioni e spunti di riflessione. Tempesta d’aprile è estramente attuale e sembra dar voce ai tanti disperati che in questi mesi abbandonano i loro Paesi per raggiungere le coste europee. Per molti è un flusso migratorio,informe quasi e senza identità,ma dentro ci sono case lasciate, oggetti e ricordi,forse animali domestici,legami spezzati. Nelle vicissitudini dei migranti parigini in fuga dai tedeschi,nelle loro ansie e nelle loro paure,nella loro stanchezza e nei loro vestiti sgualciati ,si legge l’eterna disperazione di un popolo in fuga dalla guerra ,e quindi questo è un brano molto toccante,attuale e che fornisce grandi spunti di riflessione.

Dolce ,offre un punto di vista un po’ alternativo. L ‘esercito tedesco è ormai entrato in Francia e si insidia in un piccolo borgo di provincia,dove soldati e ufficiali sono ospitati nelle abitazioni di malcontenti  francesi. Loro malgrado francesi e tedeschi cominceranno a conoscersi , a convivere, a fare amicizia,persino ad innarmorarsi finché la guerra lo permetterà. Ed è proprio l’immedesimarsi in questo rapporto tra vincitori e vinti, invasori e invasi a coinvolgere molto il lettore,almeno secondo me.  L’umanità sia dei soldati , che dei cittadini, è imbrigliata negli schemi che la guerra impone, costringendo uomini e donne a guardarsi l’un l’altro come diversi ,mostri,nemici da abbattere. Ho trovato poetica poi la storia d’amore tra Lucile e l’ufficiale tedesco Bruno,una storia vissuta in silenzio, riempita di musica,di letture sotto la pioggia scrosciante, di sguardi.
Forse nei libri di storia dimentichiamo spesso quante vite si sono intrecciate in quegli anni oscuri e terribili. Forse dimentichiamo ancora le vite che continuano a spezzarsi morendo nei mari o sotto le bombe. Per risvegliare le coscienza ,per ricordarsi che l’umanità è sempre la stessa, e che la guerra è sempre la più grande scelleratezza consiglio con il cuore questo libro.

C’è chi continua a resistere

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Oggi,Festa della Liberazione ,gli italiani sono soliti riversarsi in parchi, spiagge,memori della gioia vissuta dai nostri padri e nonni finalmente liberi dal nazifascismo,o forse solo per consuetudine .
È la festa dell’Italia libera,se lo è davvero, è la festa di chi ha creduto, ha combattuto, ha sperato, ha resistito. È memoria,ma è anche presente, perche ancora continuiamo a resistere: resistiamo con il cuore spezzato, con i sogni infranti, resistiamo stanchi di tante illusioni,promesse mancate,resistiamo sfiniti dai mille sacrifici, resistiamo ai disastri che provochiamo con la nostra cecità ed egoismo,resistiamo alla violenza, alla scelleratezza umana, resistiamo alla povertà, resistiamo davanti alle immagini di naufraghi morti nel Mediterraneo, resistiamo per non abituarci a questo perché significherebbe perdere la nostra umanità. Resistiamo davanti a chi ci priva del lavoro e della dignità, davanti a chi ci dice che tutto è inutile,che nulla cambierà. E quasi sempre resistiamo per amore, per amore della nostra famiglia,dei nostri figli,dei nostri amici. Resistiamo perché ce l’hanno insegnato i nostri nonni, ci hanno insegnato a stringere i denti, tirare la cinghia e cantare:
Una mattina mi son svegliato, o bella ciao o bella ciao o bella ciao ciao ciao….

La notte del perdono

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Ogni cristiano sa che è dalla notte di Pasqua che deriva la sua speranza e la sua salvezza. La Pasqua è la festa dell’amore e del perdono; dall’Amore di Dio arriva il perdono per tutti attraverso la Crocifissione,Morte e Resurrezione di Gesù. E viene da chiedere perchè? Chi te l’ha chiesto di morire? Chi te l’ha chiesto il perdono? Cosa c’entra il tuo massacro con noi?  Chi te l’ha chiesto di amarci?  Ma non credo si possa capire la logica di Dio, una logica d’amore, un amore cosi grande che farebbe di tutto per l’amato,ed è questo che ha fatto Gesù. Una volta domandai ad un sacerdote come interpretare la Genesi, l’origine del mondo secondo la Bibbia, cosi in disaccordo con le evidenze scientifiche e che spesso veniva usata come strumento di burla verso i cristiani.  Mi ha risposto che la Bibbia non spiegava il come avviene la creazione, ma il perchè, per un atto d’amore. E quindi mi sembra di poter dedurre che è lo stesso Amore che spinge Gesù alla morte e alla Resurrezione; poteva mai abbandonare le sue creature alla morte del corpo e dell’anima?E cosi il Dio senza corsie preferenziali,senza onori e vantaggi soffre fino alla morte, “e alla morte di croce”, per dare a noi,sue creature, la possibilità di redimerci e di vivere in eterno,questa è la speranza del cristiano. Ecco perchè penso che la Pasqua sia la festa del perdono.

Dicono che a Dio non piaccia ricordare i peccati commessi, una volta perdonati Lui non li ricorda più, e invece noi siamo qui, incapaci di perdonare, a covare rancori e a non riuscire noi stessi a perdonare i nostri errori, che forse è la cosa più dolorosa. Ma questa notte il dolore  lo dobbiamo lasciare alle spalle, dall’errore bisogna ripartire, e non abbandonarci alla disperazione del rancore o del rimorso, ma camminare alla luce di una nuova speranza, quella del perdono. E cosi come duemila anni fa deve riecheggiare l’annuncio ai cuori senza speranza che Cristo è risorto!

A tutti auguro una serena Pasqua!

La teoria del tutto

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downloadCi si sveglia meglio al mattino dopo aver visto un bellissimo film,anche se c’è l’ora legale, e chi come me ha visto la Teoria del tutto  sa di cosa parlo. Il film è la storia di Sthepen Hawking ,brillante premio Nobel per la fisica nel 1988, magistralmente, divinamente, intensamente interpretato da Eddie Redmayne, di cui dichiaro di essere follemente innamorata.

La narrazione comincia nel 1963 quando Stephen è un promettente studente di Cambridge, prossimo al dottorato; trascorre le sue giornate tra Wagner, gli amici, e lo studio senza neanche troppi sforzi come gli rimproverano gli amici, rivelando un’indole molto allegra e gioviale per un “secchione”, e non ha certo difficoltà a conquistare il cuore della dolce quanto risoluta Jane, studentessa di lettere. La serenità di Stephen viene però turbata dalla sua malattia degenerativa che lo porterà con il tempo a perdere il controllo dei suoi muscoli, della parola, ma non della sua splendida mente, e cosi grazie anche all’amore e alla dedizione di Jane, e alla forza di volontà, al coraggio, all’autoironia di cui era dotato Stephen riesce a conseguire il dottorato, a sposarsi con Jane ed avere tre figli,a continuare i suoi studi sui buchi neri e l’origine del tempo fino a diventare un fisico di fama mondiale.

Come vi accennavo l’attore protagonista Eddie Redmayne si è calato benissimo nel parte del noto fisico, comunicando con i suoi silenzi, il suo sguardo, i suoi sorrisi, i sentimenti di Stephen, regalando un’interpretazione emozionante e convincente che è la forza principale di questo film, quindi direi che il premio Oscar come Miglior attore protagonista se l’è proprio meritato. Da parte mia ho pianto come una disperata, ma come dicevo ci si sente meglio dopo un film del genere perchè è un bagno d’emozioni, che vi assicuro, nonostante la malattia di Stephen evidente ovviamente nel film, non sono affatto tristi, anzi. Commuove l’amore di Jane, commuove la capacità di Stephen di giocare e scherzare quando nessuno l’avrebbe biasimato se si fosse abbandonato allo sconforto, il suo essere un buon padre nonostante tutto. Commuove la passione per la scienza e per lo studio che facevano brillare i suoi occhi. Commuove la forza e la speranza con cui ha condotto e conduce la sua vita, ecco perchè sono felice di aver inseguito questo film fino ai confini della provincia dopo averlo perso proprio nel periodo della sua uscita. Infine il film è arricchito da una delicatissima colonna sonora curata Johann Johansonn, perfettamente in linea con il film.

Ho appreso da wikipedia che il film è stato addirittura vietato negli Usa ai minori di 13 anni per contenuti suggestivi ma onestamente io proporrei questo film nelle scuole perchè lo trovo altamente educativo e può far riscoprire ai giovani di dedicarsi ad uno studio, la gioia della scoperta e della dedizione, l’importanza di amare anche quando è difficile, la necessità di non abbandonare mai la speranza e di non mollare mai.

Caccia ai fuori corso

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Certo perché una di lunedì mattina scende in facoltà per aspettare seduta una lezione che ritarda….ritarda. Indovinate dove sono? Esatto, in aula ad aspettare, non dico che potrei essere a letto,ma sicuramente a casa a studiare, visto che pomeriggio ho tirocinio. Ma comunque, ne approfitto per parlarvi di un argomento “caldo” . Ho letto un articolo su L’Espresso se ricordo bene, in cui si evidenziava l’esubero di studenti fuori corso. Questi mammoni,bamboccioni sono  un costo troppo alto per lo Stato. E allora quale’ la soluzione ? Tassarli di più oppure farli promuovere anche quando non hanno alcun merito. Comprendere bene l’assurdità di entrambe le ipotesi. Le tasse dovrebbero essere pagate per garantire dei servizi( ma questa si sa,è una leggenda metropolitana), fermo restando che molto spesso questi servizi si riducono a banchi,sedie ( non sempre sufficienti) e un professore che in qualche modo fa lezione, i ripetenti che ormai non frequentano più lezioni e laboratori per quali servizi dovrebbero pagare e quale costo rappresentano?
Il giornalista ,di cui non ricordo il nome, sottolineava giustamente non tutti i fuoricorso lo sono per demerito, ma spesso si mantengono gli studi o spesso sono ostacolati dall’organizzazione dello stesso sistema universitario,e dalla pretese assurde dei professori. Allora perché dovrebbero essere ulteriormente puniti? Non è un’assurdità minore della proposta di ridurre i costi della sanità tagliando i controlli delle donne in gravidanza, una delle fase fisiologiche più delicate in cui si trova la donna. Ma chi pensa ste cazzate all’Università ci è mai andato?