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Storia di un amore: The Danish Girl

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thA che punto siamo con la visione dei film candidati all’Oscar? Io ancora in alto mare, benchè manchi pochissimo, pensate che non ho ancora visto Revenant, che, pare, potrebbe finalmente portare l’Oscar a Leonardo Di Caprio; ho visto finora Il ponte delle spie, Steve Jobs e The Danish Girl, e di questo proprio vi voglio raccontare.

Il film è ambientato nella capitale danese negli anni 30 ed è tratto dalla storia vera di Einer Wegener/Lili Elbe, cioè il primo transessuale di cui la storia abbia memoria, il primo perlomeno ad essersi sottoposto all’intervento chirurgico di transizione.

Einer è un riservato, talentuoso pittore  che vive un matrimonio felice con Gerda, anch’essa pittrice; un’unione che spetta solo di essere consacrata dalla nascita di un bambino,che intanto pero’ non arriva.  Posando un giorno per la moglie, alla perenne ricerca della propria affermazione nel mondo dell’arte, nei panni di Lili, ovvero travestendosi da donna, Einer comincia a prendere consapevolezza della sua vera natura e Lili prende il sopravvento su Einer con tutto cio’ che ne consegue:  matrimonio in crisi, visite mediche, diagnosi di schizofrenia, addirittura di perversione; questo fino a quando, durante un soggiorno a Parigi, Lili e Gerda non incontrano il professore Warnekros, disposto a sottoporre Lili all’intervento.

Ho trovato il film davvero emozionante e commovente sotto diversi punti di vista; primo tra tutti la storia d’amore tra i due protagonisti, che forse in questo film è in primo piano rispetto al percorso di Einar/Lili; come spesso accade nei matrimoni, anche in quello di Einar e Gerda dall’unione nascono due solitudini singoli, ma non perchè sia finito l’amore, ma per la nascita di una nuova vita, Lili. Quello che accade a Einar,difficile da comprendere in pieno ancora oggi, figuriamoci quasi un secolo fa, non è pero’ motivo di scontro , rancore, odio, separazione tra i due coniugi, che continueranno a stare vicini, ad amarsi , anche se in maniera completamente diversa. Certo, non deve essere stato facile per Gerda,infatti in questo film emerge, grazie anche all’ottima interpretazione di Alicia Vikander, tutto lo strazio di una moglie che di colpo perde il marito cosi senza preavviso; non è morto, non è andato via di casa, semplicemente è svanito nel nulla,come fosse stato un sogno, dietro il volto di Lili. E’ stato veramente straziante vedere come mano a mano che prendeva corpo Lili, si distruggeva il loro matrimonio, la vita stessa di Gerda, ma non il loro amore.

Per concludere, su Eddie Redmayne c’è davvero poco da dire, se non che è un interprete eccezionale, come del resto aveva già dimostrato ne La Teoria del tutto,è capace di annullarsi per dar vita a personaggi toccanti e straordinari.

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C’è posta per te,anzi per voi!

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posta-cuore2Cari amici blogger come state? Finalmente ci siamo il nuovo blog è online:D Tutto nuovo, tutto da costruire,che aggiornerò molto più spesso!Avete controllato che vi siano arrivati gli inviti? Scusate se non sono in carta bollata, con tanto di timbro e messaggero, come vi meritereste,ma sapete, tempi moderni:) . Tra l’altro con la scusa degli inviti ho potuto ripassare i vostri username,davvero fantasiosi,alcuni complimenti!Allora siete pronti a salpare sulla nuova arca? Spero tanto di ritrovarvi sull’altra sponda, soprattutto i blogger non ho avuto modo di conoscere in questa Cabina:). Fatemi sapere se gli inviti “si sono persi” o se avete avuto problemi!

A presto;)

Colazione da Tiffany: letto e divorato

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colazione-da-tiffanyBuona domenica amici:) Mentre aspetto che wordpress risolva un problema tecnico con il nuovo blog cosi da potervi invitare tutti( cominciamo proprio bene) e che una nuova settimana d’impegni mi travolga, vi comunico che ho finito di leggere Colazione da Tiffany, si può dire che l’ho proprio divorato come mai con nessun altro libro!Che dire,che dire,che dire, non lo so, non ci sono parole!Bello,schietto,commovente e un pò diverso dal film.

Tutti credo ne abbiamo adorato la trasposizione cinematografica con la meravigliosa Audrey Hepburn,indimenticabile, e penso che tutti ricordiamo la prima volta che ci siamo imbattuti nella disastrosa vita di Holly; io ero piccola,una bambina ,quando lo vidi con mia mamma,e non dico che la mia vita è cambiata da quel giorno in poi, ma una cosa è certa, questo film è diventato il mio preferito, su tutti!Confrontare libro e film è essere un’arma a doppio taglio,possiamo rimanere delusi dalle differenze, scoprire amare verità tali da andare in psicoanalisi, o ordire vendette contro il regista che ha stravolto il nostro libro preferito, insomma è molto pericoloso. Non aspettatevi una recensione,perchè ragazzi non posso farla, non sono in grado! Avevo sentito dire che il film riportava delle differenze rispetto al racconto originale di Truman Capote,ma non ho scelto di leggere il libro alla ricerca di queste differenze,ma per conoscere meglio il complicato personaggio di Holly;in fondo la domanda che l’impresario Berman rivolge a Paul “Fred” è giusta ” ma ci è o ci fa?”, ce lo siamo un pò chiesti tutti mentre ci lasciavamo travolgere dalla sua leggerezza e dall’eleganza dei suoi abiti. Una leggerezza velata di paura. E tutti abbiamo pianto,e forse piangiamo ancora, quando abbandona Gatto sotto la pioggia, e abbiamo temuto per la sua sorte; ecco se volete la verità io ho comprato il libro solo per assicurarmi che anche nella visione dell’autore il Gatto avesse un lieto fine.

Sebbene il volto di Holly sarà quello che più di tutti rimane legato a quello dell’attrice che l’ha interpretato, il suo personaggio tuttavia emerge dal libro con una forza, un’energia tali da staccarsi completamente dall’interprete, quasi a rivendicarne l’indipendenza e l’autenticità. I capelli con le meches, le labbra carnose,l’esile figura, gli occhi dai riflessi cangianti non sono più quelli di Audrey, ma di una donna tanto fragile quanto ribelle, tanto raffinata quanto spudorata nel parlare di sesso,tanto donna,quanto bambina,a dimostrazione del fatto che Holly è un personaggio che vive di luce propria, immortale nella storia della letteratura e del cinema. 128 pagine non sono bastate a descrivere il mondo di Holly, Capote avrebbe dovuto farne una saga dall’infanzia al “dopo New York” (cosi vi do un indizio sul finale :P) ,tuttavia la realtà della protagonista appare più ricco di aneddoti, relazioni e personaggi che nel film per ovvi motivi non hanno trovato spazio,compreso il fatto che per esempio incombe la seconda guerra mondiale. Il libro rivela una rete di relazioni frivole e false che inghiotte la protagonista,che un fondo altro non è che una ragazza di venti anni, con il viso di una dodicenne, che dietro agli occhiali scuri, al rossetto nasconde come tutte il sogno di una casa,di qualcuno a cui appartenere e che le appartenga, come il gatto ha trovato il suo posto. “E capanna africana o quel che sia,spero lo stesso anche di Holly.”