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Suite francese

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La pioggia scende pesante in queste ore nel catanese,provocando anche non pochi danni. Le strade sono dei fiumi, circolare con le auto è impossibile,la protezione civile ha proclamato una doppia allerta rossa , ma stiamo tutti bene, nelle nostre case ,dopo il pranzo della domenica.
Non c è nient altro da fare quindi che concludere l’ ultimo libro in lettura, Suite Francese; un libro divenuto sicuramente più popolare per l’omonimo film del 2014.
L’opera,rimasta incompiuta,è costituita due racconti, Tempesta di giugno e Dolce; parlano entrambi di guerra,però da due prospettive diverse.  L’autrice,Irene Nemirovsky, che la guerra la conosceva bene, decide di focalizzare lo sguardo del lettore sull’occupazione tedesca in Francia durante la Seconda guerra mondiale, affrontando nel primo racconto la fuga forsennata dei parigini dalla Ville Lumière,e nel secondo racconto le vicissitudini di un piccolo borgo occupato.
Entrambi i racconti non sono privi di emozioni e spunti di riflessione. Tempesta d’aprile è estramente attuale e sembra dar voce ai tanti disperati che in questi mesi abbandonano i loro Paesi per raggiungere le coste europee. Per molti è un flusso migratorio,informe quasi e senza identità,ma dentro ci sono case lasciate, oggetti e ricordi,forse animali domestici,legami spezzati. Nelle vicissitudini dei migranti parigini in fuga dai tedeschi,nelle loro ansie e nelle loro paure,nella loro stanchezza e nei loro vestiti sgualciati ,si legge l’eterna disperazione di un popolo in fuga dalla guerra ,e quindi questo è un brano molto toccante,attuale e che fornisce grandi spunti di riflessione.

Dolce ,offre un punto di vista un po’ alternativo. L ‘esercito tedesco è ormai entrato in Francia e si insidia in un piccolo borgo di provincia,dove soldati e ufficiali sono ospitati nelle abitazioni di malcontenti  francesi. Loro malgrado francesi e tedeschi cominceranno a conoscersi , a convivere, a fare amicizia,persino ad innarmorarsi finché la guerra lo permetterà. Ed è proprio l’immedesimarsi in questo rapporto tra vincitori e vinti, invasori e invasi a coinvolgere molto il lettore,almeno secondo me.  L’umanità sia dei soldati , che dei cittadini, è imbrigliata negli schemi che la guerra impone, costringendo uomini e donne a guardarsi l’un l’altro come diversi ,mostri,nemici da abbattere. Ho trovato poetica poi la storia d’amore tra Lucile e l’ufficiale tedesco Bruno,una storia vissuta in silenzio, riempita di musica,di letture sotto la pioggia scrosciante, di sguardi.
Forse nei libri di storia dimentichiamo spesso quante vite si sono intrecciate in quegli anni oscuri e terribili. Forse dimentichiamo ancora le vite che continuano a spezzarsi morendo nei mari o sotto le bombe. Per risvegliare le coscienza ,per ricordarsi che l’umanità è sempre la stessa, e che la guerra è sempre la più grande scelleratezza consiglio con il cuore questo libro.

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