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28 anni

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Non scrivo da un po’ ma sono stata impegnata a elaborare il trauma! 28 anni ,compiuti a maggio,sembravano solo una candelina in più sulla torta e invece….

28 anni è l’ anno in cui si rinnova la patente ( è già passato così tanto tempo)?

28 anni è l’ anno della cellulite e del metabolismo lento; un anno prima mangiavi la qualsiasi schifezza e te ne dimenticavi,ora a un cucchiaino di zucchero in più nel caffè te lo ricordi fino alla Pasqua del 2020.

28 anni è l’ anno dell’orologio biologico che più cattivo della sveglia delle sei del lunedi dopo le vacanze di Natale ti sguinzagli gli ormoni in giro facendoti diventare una cretina senza nessun altra ambizione nella vita che cambiare pannolini. 

28 anni è l’ anno della corsa: fissa la data,chiedi la tesi,fuori corso; accetta un lavoro ,qualsiasi,part-time,full time,freelance; stress ossidativo, radicali liberi,invecchiamento,respira. 

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Che poi di cose da dire ne avrei…

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E’ sorprendente tornare dopo qualche giorno sul blog e trovare commenti, un premio e nuovi amici blogger che cominciano a seguirti, e che pure potrebbero pensare che la scrivente aggiorna il blog ogni morte di papa (lunga vita a Papa Francesco!). Eppure cose da dire ne avrei, e anche tante, alcune dicibili altre è meglio tacerle, che non si sa mai; solo che vuoi gli impegni , vuoi il caldo, vuoi il sonno,le parole rimangono serrate sotto una palpebra pesante o evaporano con la lacrima finita sulla pagina di un libro, e la mattina seguente non c’è più nulla! Quindi partiamo con qualche aggiornamento random!  Prima cosa importantissima, voi come state? Io non mi lamento,l’estate afosa e torrida non è ancora arrivata in Sicilia,e questo mi sta permettendo di godermi con più serenità il Grest;ebbene si contrariamente agli altri anni quando gli esami prevalevano su qualsiasi altra forma di attività,quest’anno ho deciso di continuare il mio impegno in parrocchia e di dedicarmi qualche pomeriggio alle attività estive dei bambini;inutile che vi dica quanto possa essere rigenerante giocare con i bambini, ascoltare le loro conversazioni, restare meravigliati dalla fiducia con la quale senza neanche conoscerti già ti raccontano di chi sono innamorati; è davvero inutile raccontarvelo, molti di voi sono genitori. Forse il trucco è proprio questo per rasserenarsi un pò; riappropiarsi dei propri spazi, dei ricordi felici e delle emozioni positive( nonchè delle persone positive, che negative ce ne stanno fin troppo,che tedio); mettere da parte il dovere per il voglio, il ce la posso fare per lo faccio!

So che non abbiamo più parlato di libri, no, non sono diventata analfabeta di ritorno, semplicemente la lettura del Silmarillion è stata davvero lunga, ora finalmente l’ho concluso (spero di parlarvene,sempre se vi interessa) e ho cominciato da qualche giorno Belli e dannati di F.S.Fitzgerald.

Il gatto, Simba! Sua altezza imperiale( è questo il titolo di cui ora si fregia), sta benissimo, cresce in bellezza e scaltrezza, e ormai il padrone indiscusso della casa.Però è molto più rispettoso nei confronti di noi miseri umani a cui concede magnanimamente di abitare con lui. Ormai dorme nel suo cantuccio, non mi sveglia all’alba per mangiare o se lo fa, raramente, in maniera più educata, con baci e fusa; non graffia e morde più tanto, cosi io posso smettere di andare in giro come una vittima di maltrattamenti da parte di felini( ma perchè non si fa un’associazione per padroni maltrattati?).

Il mio processo di nerdizzazione con gli anime giapponesi da parte di mio fratello continua in maniera costante e irreversibile, ho imparato anche qualche parola di giapponese, yare yare (oh cielo!oh cielo).

Ieri camminavo sulla boulevard of broken dreams,  la strada, la stanza, il momento, il luogo dell’anima dove io scopro nuove cose di me e appunto si trovano anche diversi cocci, e mi è venuto il concetto pirandelliano di maschera. Alcuni sono falsi non so per scelta,discutibile come scelta,ma per carità,ognuno fa la propria, altre per costrizione. A volte non ci è concesso mostrarci cosi come siamo,sono  gli altri a metterci le maschere e le armature; perchè non vogliono vedere i nostri colori; il bianco della nostra ingenuità,il nero delle nostre paure e ombre; il rosso della nostra passione, il verde delle più insensate speranze, e il blu dei più profondi sogni. Semplicemente a volte mi sembra di camminare in mezzo a tante nuvole grigie che si autoalimentano e si distruggono di banalità e falsità.

Gnam gnam, ho famee!

Più random di cosi, c’è solo il moto casuale delle particelle;) Smack

Giorni sbagliati…

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Ci sono giornate che nascono sbagliate.  Ci sono giornate in cui apri gli occhi,ancor prima che la sveglia suoni, tu che ancora hai paura del buio, e che ancora trovi un infantile conforto nelle prime luci dell’alba; anche stanotte ce l’ho fatta,anche oggi sono salva,niente fantasmi,niente mostri. Piangevo le prime sere che dopo la nascita del Biondo mi hanno trasferita in un’altra stanza, ero grande, ancora non so dormire da sola,a 25 anni,mea culpa.E poi sarei forte? No, sono solo fortunata,ancora nessuno ha capito la mia stupida strategia,attaccare per difendersi. Ma stanotte non c’è stato tempo neanche per ascoltare i fantasmi e il mostro nell’armadio; no , stanotte quando ho tolto l’armatura, i muscoli facevano troppo male, si è fatta pesante. Ci sono giorni che nascono sbagliati, perchè apri gli occhi con la voglia di rimanere ancora a letto, con la voglia di non svegliarti, senza la forza di rimetterla quella corazza e affrontare quello che c’è fuori, da guerriera. Però sai com’è,il dolore che arriva nelle ossa, e ti senti come se avesse la febbre, gli stessi muscoli ella sera prima ammaccati. La tristezza è questo, sentirsi la febbre e sentirsi sbiaditi,come disegni su cui cade un bicchiere d’acqua e lava via tutto il colore. Ognuno di noi ha i propri colori,e se chi ti sta accanto non li guarda,non gli interessano,ma si limita a guardare i contorni, ti riduce ad una sagoma,senza occhi,bocca e cuore, che differenza c’è tra te e un cartone? E si diventa tristi. Ma la vita ti chiama sempre fuori, non smette mai,e dato  che avevo diversi appuntamenti nella mattina e nel pomeriggio, ho messo la mia armatura e il mio sorriso e sono uscita. Quando ho aperto gli occhi stamattina si sentiva solo un vento, un vento che sembra predirti la pioggia ma quando sono uscita in realtà c’era sole e caldo. Ho lasciato che la vita mi trascinasse fuori dalla mia tristezza, ho vissuto la mia giornata, ho visto le mie amiche e non ho voluto raccontare come mi sentivo, non per mancanza di fiducia, ma perchè volevo solo godermi la loro bellezza,la loro allegria e il loro affetto  e adesso voglio solo finire questa giornata sbagliata.

Che bell’inganno sei anima mia…….

Saudade

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100_3851Signori si chiude! No, non il blog, si chiude con l’estate e con il mare. Ma come direte voi, tu a Catania chiudi con il mare? Ma ci credete se vi dico che da quando ho staccato lo studio la famosa “plaja” di Catania neanche l’ho vista? Per non parlare di Catania by night!Ci siamo prese una pausa di riflessione io e la mia Città. In parole povere, si torna a soffrire il caldo sui libri, fino a quando il folletto della pioggia realizzerà che abbiamo patito abbastanza e comincerà a piovere anche quaggiù. Ma come si fa ad affrontare l’inverno quando si è assaporata l’estate cosi intensamente?Siamo come le piante, siamo fatti per la luce. Come faremo a dimenticare il profumo della pelle fatta di acqua salata,il calore del sole, la morbidezza dell’asciugamano dopo un bagno al tramonto ,e la luce, la luce e la calma dei tramonti al mare,e la piacevole sensazione dei muscoli che si tendono mentre ti concedi una nuotata? Probabilmente ci riabitueremo come facciamo ogni anno, il nostro corpo magari svilupperà degli speciali anticorpi, e staremo li ad aspettare un’altra estate, un altro caldo, un altro sole da cui farci abbracciare. In fondo non è questo che abbiamo sempre fatto? Aspettare un momento più felice,più sereno, qualcosa di meglio?

 

Vendetta

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300148_267068336671376_141849465859931_863663_510263383_n1E’ il sentimento meno cristiano del mondo, ma tra i più umani fin dai tempi di Muzio Scevola; occhio per occhio,dente per dente. Noi essere umani siamo cosi avari delle nostre lacrime, non sopportiamo di vederle sprecate, le vogliamo risarcite. Siamo usurai dei sentimenti, vogliamo anche gli interessi,altissimi. Siamo gelosi del nostro cuore, non sopportiamo di vederlo svalutato, calpestato e in un attimo arriva la vendetta. Il problema è che la vendetta appaga ma non riempie,anche se il pensiero di rigare una macchina e scrivere “meretrice” può per qualche secondo consolare, la vendetta non appartiene a tutti,e c’è chi continuamente tesse  e disfa la tela della comprensione con dorati fili di speranza,nel silenzio.

 

Un giorno perfetto di Melania Mazzucco

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1700727Ho scoperto la scrittrice Melania Mazzucco leggendo Vita; e in effetti la vita è quello che l’autrice romana sa raccontare meglio, come ne Un giorno perfetto ,libro che finalmente, a singhiozzi,tra una fermata e l’altra, tra un caffè e un esame, sono riuscita a finire; 400 pagine per raccontare le 24 ore di Emma,Antonio,Valentina,Maia,Aris, Elio,Camilla,Kevin, Sasha. Una sfida impossibile, penserete voi, e l ‘ho pensato anche io. Ammetto di avere comprato il libro leggendo solo la trama e non conoscevo minimamente la struttura narrativa del libro; quando ho aperto il primo capitolo leggendo “prima ora”, non sapevo onestamente cosa aspettarmi, probabilmente un intreccio di vicende, un evento eclatante,si,ma ,come conoscere dei personaggi, e chi legge sa quanto questi diventino in realtà delle persone, in una giornata? Non conosciamo le persone che ci stanno accanto in una vita! Però è anche vero che quante cose possono succedere in un giorno, e se c’è qualcosa che questo libro mi ha insegnato è che ogni minuto della nostra giornata contiene in sè anche il nostro passato, quello che siamo stati, quello che abbiamo provato e quello che sogniamo ed è questo l’espediente che ha consentito a Melania Mazzucco di riuscire a realizzare un romanzo con una coralità di personaggi assolutamente caratterizzati e di cui tramite numerosi flash back nell’arco di un giorno scopri non solo il loro presente, ma anche il loro passato e il futuro che gli si proietta ,imparando in questo modo a conoscerli,proprio come se li si conoscesse da una vita. E alla fine 24 ore sono bastate.

Roma, monumentale, asfissiante,amata,piccola e immensa per i nostri protagonisti,vicina e allo stesso tempo irraggiungibile e spietata spettatrice, fa da sfondo alle loro vicende. Emma e Antonio si logorano nei rimpianti per il loro matrimonio fallito e combattono per l’affidamento di Valentina e Kevin; Antonio in particolar modo ha sviluppato un’ossessione verso la moglie, pedinandola,telefonandole al lavoro, fino a compiere un gesto scellerato. Sasha ,insegnante di Valentina ,vive una turbolenta storia omesessuale con un giornalista di successo,troppo vigliacco per lasciare la moglie. Il piccolo Kevin vive una tenera storia d’amore con Camilla,la figlia dell’onorevole Elio,perennemente scortato da Antonio il suo agente che sa di lui molto più che la moglie Maia, ormai troppo abituata ad indossare tailleur di Chanel,borse di Prada e finti sorrisi,tanto da perdere se stessa. E infine Aris, giovane studente di giurisprudenza,ribelle e idealista,figlio di Elio, rinnegato dal padre e il padre stesso rinnegato dal figlio, e passione segreta di Maia. Relazioni complesse che non trovano soluzioni, almeno non nell’immediato, cosi come è in realtà la vita che si passa nella speranza che una persona torni da noi, che si accorga del nostro dolore,del nostro amore, che le incomprensioni si sciolgano , che i sogni ,”detriti del giorno“, finalmente si realizzino,o forse come nel caso di Elio, no.

Come ho scritto in apertura quello che sa fare in maniera egregia Melania Mazzucco è raccontare la vita; questo perchè i personaggi non sono degli eroi da ammirare, non hanno molto di cui vantarsi, sono pieni di rimpianti,debolezze,miserie, e allo stesso tempo bellezza,la bellezza della verità e della semplicità della natura umana,anche se a volte cerchiamo tanti fronzoli per apparire migliori. A rendere il racconto molto più realistico sono state le accurate documentazioni dell’autrice in merito ai diversi ambienti in cui vivevano i nostri protagonisti e il riferimento frequente a canzoni realmente in voga nel periodo in cui è stato scritto il libro,credo una decina di anni fa. Gente normale, vite normali,niente romanticismo alla Jane Austen, niente spiritualismo alla Coelho, nessun pessimismo leopardiano, nessun eroismo alla Dumas, solo  vita,vera,cruda,crudele,bella,travolgente,consumata.

Ho da poco scoperto che dal libro è stato tratto poi un film omonimo per la regia di Ozpetek,vedi un pò te,ovviamente lo vedrò, nel frattempo devo affrettarmi a compiere una scelta; i prossimi due giorni andrò finalmente al mare dai nonni,a Letojanni, e cosa porto con me? Il Silmarillion o gli ebook del Trono di Spade? Gli ebook non mi dispiacciono,sono più pratici, tra poco dovrò riprendere a studiare, quindi forse non avrò tempo per una lettura lunga come quella di Tolkien,però sapete com’è, il libraccione sulla borsa ha sempre un fascino in più; un ebook è come un uomo con cui vai a cena , ci parli ,ne apprezzi( se ti va bene) l’intelletto,l’umorismo, l’eleganza(altrimenti scappa) ma poi non ti scambi neanche un bacio,mentre il libraccione è come un uomo che baci e abbracci e poi ti rimane il profumo addosso,non c’è partita. Vedremo….vedremo….

Il tesoro della Corona

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Ammettiamolo tutti nella nostra vita abbiamo giocato di trovarci a riscoprire magari su un’esotica isola deserta un tesoro abbandonato. E’ forse uno dei giochi più divertenti,dove si sperimenta,tramite l’immaginazione, lo spirito d’avventura,l’eccitazione della scoperta,la meraviglia ,la soddisfazione di raggiungere qualcosa, anche se solo giocando. Miracoli che solo da bambini si possono compiere.

Si dice che ad una mente distratta, o desiderosa di distrarsi,basti anche il volo di una mosca per distoglierla dalla propria attività;figuratevi quindi la soglia d’attenzione di una studentessa alla fine della temibile sessione estivaXD. Per far largo a nuovi gingilli che ho comprato, mi sono decisa a dare una sistemata, roba di pochi minuti, a un piccolo portagioie che ho da quando ero bambina, per vedere se potevo trovare qualche posticino in più. Ho riscoperto cosi un antico tesoro. Ho ritrovato due braccialetti, un paio di orecchini, un orecchino senza il gemello, due anellini, un sasso a forma di cuore,un ciondolo a stellina. Non  è certo un granchè di bottino:P .  Ma il vero tesoro sono i ricordi che questi oggetti custodiscono, le persone con cui li ho condivisi, le emozioni che evocano. Il braccialetto fucsia, mi  è stato regalato un giorno ,senza motivo, da un allora ancora piccolo fratellino Biondo. Il braccialetto con le perline che ricordano tanto i colori giamaicani mi è stato donato da un Lovely ,sfinito e sconfitto da un venditore ambulante , durante uno dei nostri primi appuntamenti. Gli orecchini a boccoli sono un chiaro ricordo della mia infanzia si portavano tantissimo ed erano i miei preferiti e il mio obiettivo era mettere in uno dei due il ciondolo a stellina,si portava tanto anche quello, ma a Mamma non piaceva , ahahahh, che tenerezza, le mie prime battaglie! Uno dei due anellini è un regalo della signora Stella; era una cara amica della mia nonna materna che incontravamo sempre ogni estate nella casa a mare. Era una signora piena di storie, di racconti, disponibile e che in quelle estati ci dava tanto affetto, una signora a cui tutta la mia famiglia ha voluto tanto bene ed è stata ricambiata. L’orecchino senza gemello è quel che rimane della mia prima coppia di orecchini , penso di aver perso l’altro all’asilo,ma mia mamma ha conservato gelosamente il superstite:). Ed infine il sasso,ricordo del primo ferragosto con Lovely ,abbiamo trovato sulla spiaggia due sassi la cui forma ricordava due cuori; ci siamo promessi di conservarli fin quando non andremo a vivere insieme e un giorno esporli a casa nostra; avevo dimenticato dove lo avessi riposto e mi ero ormai arresa con dispiacere al fatto di non poter onerare quell’impegno e di averlo perso,e invece in questi due anni era sempre stato li, in quella piccola scatolina sulla mia scrivania:D. Non sarà il  tesoro della corona, ma per me ha un valore inestimabile. Tu chiamale se vuoi, emozioni…..

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